Intervista
di Simone Solinas
Letizia Belmondo, classe 1981, ha vinto l'ostacolo più impegnativo: oltrepassare l'enfance, segnata dalle vittorie in almeno otto concorsi, e restare, anche "da grande", un prodige. Instradata nello studio del violoncello a cinque anni, a otto si è innamorata dell'arpa: «Non ricordo bene come andò, so solo che la sentii suonare e mi attirò subito; quando più tardi cominciai a partecipare ai primi concorsi e a tenere qualche piccolo concerto, proseguire con l'arpa è stato naturale». Figlia del metodo Suzuki - «fra concerti e campeggi dell'orchestra mi ha insegnato a condividere la musica in modo diretto» - la sua voce rivela un piglio vivace unito a un'essenzialità profonda, presupposti che lasciano intravedere un sereno convincimento del proprio percorso di vita. Una vita divisa fra il ruolo di prima arpa nell'Orchestra dell'Opéra Royale de la Monnaie a Bruxelles, la docenza (come assistente di Fabrice Pierre) al Conservatorio di Lione e tanti, tanti concerti da solista.
Porta sempre con sé la sua arpa?
«Insieme a quella che è la mia prima arpa di grandi dimensioni utilizzo quella vinta al Concorso Internazionale di Israele del 2001, la "King David"; il poterla trasportare dipende dalla facilità di raggiungere in macchina le sedi dei concerti e dalla difficoltà dei brani da eseguire. Cerco sempre di sapere che arpa troverò in sala da concerto e se occorre posso appoggiarmi, come accadrà a Torino, alla ditta Salvi Harps».
Con l'Orchestra Filarmonica e Michele Mo eseguirà il Concerto per flauto e arpa di Mozart. Che tipo di scrittura è riservata a questo strumento?
«Potremmo forse dire che si tratta di una scrittura pianistica, semplificata rispetto ai concerti per pianoforte, che pure si possono eseguire trasposti sull'arpa. Di fatto molta musica pianistica può essere suonata sull'arpa così com'è (nel caso di Bach o Scarlatti) o con parziali trascrizioni (oltre a Mozart anche alcuni brani di Chopin, Liszt, Debussy)».
Ma perché quasi tutti gli strumentisti d'arpa sono donne?
«Ah, non lo so… Bisognerebbe chiedere agli uomini perché non suonano l'arpa!»