settembre 2008

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La musica colta sul fatto

Orchestra Sinfonica Nazionale della RaiLa presenza della grande tradizione ottocentesca tedesca, una particolare attenzione al repertorio russo del XIX e del XX secolo, la continua riflessione sugli autori del Novecento storico, due prime esecuzioni italiane di autori contemporanei.
Queste le linee essenziali dei 24 concerti di questa nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
L’inaugurazione, affidata a sir Neville Marriner, offre un programma interamente dedicato alla cultura musicale austro-tedesca della prima metà dell’Ottocento: Meeresstille und Glückliche Fahrt, lavoro beethoveniano che mette in musica uno dei più suggestivi componimenti poetici di Goethe; una selezione di Lieder di Schubert, trascritti da due straordinari orchestratori, Reger e Britten; e Die erste Walpurgis­nacht di Mendelssohn, un evocativo ritratto romantico del mondo fantastico e visionario descritto da Goethe.

Jeffrey Tate proporrà una serie di appuntamenti dedicati al repertorio inglese: l’omaggio a Britten prevede l’esecuzione della cantata drammatica Phaedra, la ricerca sul popolare delle Folk Songs e la giovanile riflessione sulla cultura francese delle Quatre chansons françaises.
Ma accanto a Britten è prevista anche una panoramica su quei compositori che segnarono la rinascita della creatività musicale inglese, fra gli altri Walton ed Elgar. Avrà due protagonisti d’eccezione la parte dedicata al repertorio russo, Yuri Bashmet e Mikhail Pletnev; quest’ultimo, affiancato dall’autorevole tradizione vocale del Coro da Camera di Mosca, affronterà anche pagine meno note della letteratura musicale ottocentesca russa, come la cantata Johannes Damascenus di Sergej Taneev.

Continua poi l’esplorazione del mondo novecentesco. Accanto allo Stravinskij dissacrante e provocatorio del 1913 (Le sacre du Printemps), quattro lavori del compositore russo particolarmente rappresentativi del suo periodo neoclassico. Assieme a pagine più note, quindi, composizioni meno conosciute, ma dense di suggestioni estetiche quali i Sechs Monologe aus “Jedermann” di Frank Martin, l’idillio per grande orchestra Im Sommerwind di Anton Webern, o la suite dal balletto Il buffone di Prokof’ev.
Senza dimenticare esperienze più recenti come quelle di Aaron Copland e di Leonard Bernstein, entrambi compositori inclini a scrivere musica in modo estroverso, comunicativo e sostanzialmente eclettico.
A Matthias Pintscher, figura illustre della contemporaneità internazionale, spetta il compito, nella duplice veste di direttore e compositore, di aprire una prospettiva sulla cultura musicale del nostro tempo, inserita all’interno di Contemporary, il cartellone di eventi che gli enti territoriali dedicano alle arti contemporanee.

In programma, nel concerto da lui diretto, anche la prima esecuzione italiana di un suo brano scritto nel 1997, Fünf Orchesterstücke.In chiusura, fuori abbonamento, un ciclo all’insegna del confronto stilistico, un’occasione per mettere in parallelo due produzioni integrali coeve: i cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven e l’esecuzione integrale delle Sinfonie di Schubert.
Sul podio e al pianoforte Alexander Lonquich, uno dei massimi interpreti di quel repertorio.

Lorenzo Fasolo
direttore artistico