aprile 2009

unionemusicale


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Roberto Cappello, un'orchestra sotto le dita

di Simone Solinas

Roberto CappelloUn concerto ghiotto, ghiottissimo. Il superlativo è necessario, perché oltre a una scaletta di composizioni celeberrime (un altro superlativo!), seduto al pianoforte è uno dei più grandi interpreti della tastiera. Difficilmente un musicista avrebbe
il coraggio di includere nello stesso concerto brani tanto famosi, presenti nelle orecchie di ciascuno grazie soprattutto alle molte incisioni disponibili. Non è così per Roberto Cappello, alle spalle oltre duemila concerti in tutto il mondo, una lunga carriera da solista le cui porte si spalancarono con la vittoria del Concorso «Busoni» nel 1976. Pochi mesi dopo, nel dicembre di quello stesso anno, lo troviamo in stagione per l’Unione Musicale, dov’è tornato solo in anni più recenti (febbraio 1999 e ottobre 2001).
Romanticismo e Novecento storico hanno sempre trovato il massimo riverbero fra le sue dita, quasi denunciando una innata passione per il gusto del suono, sia sul versante dell’impasto timbrico-armonico sia su quello del lirismo più puro.
Il concerto si schiude sulle delicate Scene infantili di Schumann: “reminiscenze della giovinezza”, sarebbe forse più corretto chiamare così le tredici “tavolette” di piccolo formato che compongono questo ciclo, dove il valore figurativo della musica – soltanto suggerito dal titolo, apposto in seconda battuta dal compositore – è permeato da una commossa quanto parca e sapiente scrittura musicale. È invece un fiume in piena l’intensa Fantasia op. 17, scritta durante le sofferte vicissitudini del contrastato amore con Clara Wieck, che il padre non era disposto a concedere in sposa a Schumann. Un fiume che traghetta lontano, quasi a un secolo di distanza, per arrivare poi a due composizioni vicine fra loro di 4 anni ma stilisticamente lontane oltre 5.000 km: La Valse di Ravel (Parigi, 1920) e la Rapsodia in blu di Gershwin (New York, 1924). Ed è in pagine come queste, presentate nella versione originale per pianoforte precedente alla versione sinfonica, che può emergere la spettacolare abilità di un interprete come Cappello nel differenziare i timbri e nel far suonare la tastiera come un’intera orchestra.




domenica 19 aprile
Alba - Auditorium Fondazione Ferrero
ore 16.30
serie didomenica
Roberto Cappello pianoforte

Schumann
Kinderszenen
op. 15
Fantasia in do maggiore op. 17

Ravel
La Valse

Gershwin
Rhapsody in blue