di Andrea Malvano
A dicembre Gianandrea Noseda dirige l’Orchestra del Teatro Regio nell’Uccello di fuoco di Stravinskij. Attenzione, però: non in una delle tre Suite che si sentono sempre in concerto, ma nell’intero balletto, dalla prima all’ultima nota. Non è una cosa da tutti i giorni: primo, perché in ambito sinfonico è normale che il privilegio sia assegnato alle pagine nate per la sala da concerto; secondo, perché fin dagli esordi le Suite – in particolare la seconda – godono di maggior popolarità presso il vasto pubblico.
La nascita dell’Oiseau de feu si deve all’impresario russo Sergej Djagilev, tanto per cambiare: senza i suoi Ballets Russes la Parigi di inizio Novecento sarebbe stata molto meno ricca di pagine memorabili. Per la storia era il 1909; per Stravinskij era l’inizio di un sodalizio destinato a produrre capolavori immortali quali Petruška, il Sacre du printemps, Pulcinella; giusto per citare i più grossi. Ma Stravinskij e Djagilev si sarebbero spinti molto al di la della semplice stima professionale: la loro sarebbe diventata un’amicizia destinata a durare per tutta la vita, e non solo, visto che Stravinskij, poco prima di morire, chiese di essere sepolto a Venezia, nell’isola di San Michele, proprio accanto a Djagilev.
Il soggetto dell’Oiseau de feu veniva direttamente dal forziere delle leggende russe. C’è un principe (Ivan) in cerca di avventure degne del suo coraggio; c’è una principessa imprigionata nel castello di un malvagio carceriere; c’è un mago (Kašcˇej) con la molesta abitudine di tenere tra le sbarre tredici graziose fanciulle; e c’è una creatura magica, l’Uccello di fuoco, capace di rivelare a Ivan lo stratagemma necessario per uccidere il terribile antagonista. Un fascinoso miscuglio di folklore, epico e fiabesco, che nelle mani di Stravinskij si trasforma in un viaggio attraverso l’esotismo fantastico e surreale del mondo russo. Nella partitura dell’Oiseau de feu, specie se eseguita integralmente, c’è tutto: la quieta timidezza di una principessa ormai rassegnata al suo destino infelice; la rude insensibilità di un mago che non conosce valori positivi; il coraggio di un principe che non teme le forze oscure del male; e la magia di una creatura sovrannaturale che sembra scivolata da un universo parallelo. Il tutto realizzato da un colore orchestrale unico, che da sempre alimenta la battuta ormai priva di autore: «il capolavoro di Rimskij-Korsakov è l’Oiseau de feu»; proprio come se il balletto di Stravinskij proseguisse la ricerca avviata da Rimskij-Korsakov sui poteri magici di una compagine orchestrale.
Tutt’altra magia è quella portata al Teatro Regio da Gian Maria Testa: un cantautore dalla voce roca e vellutata che fa della canzone nuda il suo punto di forza. I suoi brani contengono allusioni fugaci al tango, al jazz, alla bossanova, alla habanera, al valzer; ma anche al sapore delle Langhe, l’habitat culturale di un’ispirazione poetica che continua a conquistare i teatri di tutta Europa. Il concerto sarà idealmente diviso in due parti: prima Testa si esibirà da solo (voce e chitarre) e presenterà a Torino il cd live appena uscito SOLO-dal vivo; nella seconda parte suonerà invece insieme a Piero Ponzo e Nicola Negrini. Il suo album, Da questa parte del mare – Targa Tenco 2007 come miglior album dell’anno –, è una riflessione ampia, aperta e priva di demagogia sul tema delle migrazioni moderne: quella complessa meditazione che nasce attorno ai concetti di patria, casa, terra; problemi vecchi come l’uomo, ma che nelle mani di Testa si trasformano in uno sguardo approfondito attraverso la cultura di oggi, e forse di domani. Per il cantautore la musica è prima di tutto «testarda vocazione all’addomesticamento di qualcosa che senti anarchico e selvatico»; ecco perché la sua esperienza è quella di un lottatore che combatte fino alla morte con la chitarra pur di tirar fuori le emozioni che sente dentro.
lunedì 21 dicembre
Teatro Regio - ore 20.30
I Concerti 2009-2010
Gian Maria Testa
voce e chitarre
con la partecipazione di
Piero Ponzo
clarinetto, sax, harmonium indiano
Nicola Negrini contrabbasso
Canzoni
di Gian Maria Testa
mercoledì 30 dicembre
ore 20.30
giovedì 31 dicembre
ore 17.30
Teatro Regio
I Concerti 2009-2010
Orchestra
del Teatro Regio
Gianandrea Noseda direttore
Stravinskij
L’oiseau de feu, balletto fantastico in due quadri