I piccoli festival racchiusi nelle stagioni dell’Unione Musicale sono ormai una piacevole consuetudine, oltre che un’occasione di approfondimento di repertori specifici e di confronto tra personalità strumentali diverse tra loro e spesso notevolissime. Quello di quest’anno, dedicato al violino, si svolge sotto l’egida di Bach, al quale viene accostato Beethoven, nei primi due concerti, e Mozart negli ultimi. Ma accanto ai grandi classici non manca lo spazio per autori più moderni e meno noti.
Protagonisti dei primi due incontri sono due giovanissimi talenti: Francesco Cerrato e Laura Marzadori. Eclettico ed estroverso il primo, avviato prestissimo alla carriera concertistica, come spesso accade si è trovato anche a comporre e poi ad associare la musica all’altra sua grande passione, il cinema. Così oggi, oltre che al violino, si dedica alla realizzazione di cortometraggi, dei quali è anche regista, montatore e ovviamente autore delle musiche. Nel suo concerto non potevano non trovare spazio compositori come Miklós Rózsa, noto per la colonna sonora di colossal come Quo Vadis, e John Williams, con la sua Devil’s dance, virtuosistica versione per violino e pianoforte di un brano tratto da Le streghe di Eastwick.
Più tradizionale sotto il profilo artistico, ancorché straordinariamente giovane, Laura Marzadori: vincitrice del Concorso “Città di Vittorio Veneto”, ha già suonato in molti Paesi non solo europei e con formazioni quali la Filarmonica «Arturo Toscanini» e l’Orchestra del Teatro Regio di Parma. Si confronta con un programma che comprende, oltre a Bach e Beethoven, la Tzigane di Ravel, vertice virtuosistico del repertorio per violino, capace di intimidire strumentisti di lunga esperienza, ma non questa diciannovenne coraggiosa e lanciatissima. (p.c.)