Intervista
«Sono così dispiaciuto del declino musicale che affligge il vostro Paese... Non posso credere che l'Italia, con la tradizione che porta con sé, sia in questa situazione». Si direbbe che Frank Peter Zimmermann – violinista di fama mondiale e votato particolarmente al repertorio contemporaneo – sia un acuto e amareggiato osservatore. In realtà a noi, ormai rassegnati, non sta dando una notizia. Per fortuna però Zimmermann, che non ha la pretesa di risollevare da solo le sorti musicali del nostro Paese, sceglie di suonare in Italia piuttosto spesso. E a Torino, in una serata dedicata alla musica slava, eseguirà il Concerto n. 1 di Szymanowski, datato 1916, esempio di modernità per forma e modalità compositiva.
Quando è iniziata la collaborazione con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e che rapporto ha con essa?
«Non ricordo con precisione quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, ma quell'Orchestra è come una famiglia per me. Abbiamo suonato diverse volte insieme: i musicisti sono tutti amichevoli e di ottimo livello».
Quali sono le peculiarità del Concerto n. 1 di Szymanowski messo a confronto con altri capolavori dello stesso genere?
«È unico, soprattutto per la scrittura violinistica.
Il Concerto è un brillante incontro tra Impressionismo e profumi est-europei, frutto del suo periodo migliore, lo stesso della Terza sinfonia. Io ho eseguito entrambi i Concerti per violino, ma questo lo preferisco al Secondo, che ricorda quello di Bartók ma non è paragonabile. Amo il Concerto n. 1 perché ritengo sia il prodotto più puro di Szymanowski e lo trovo vicino al Primo di Prokof'ev, poiché è pieno di colori e atmosfere dettati da una ricercata scrittura orchestrale. E infatti c'è bisogno di un direttore e di un'orchestra bravi quanto il violinista per rendere bene il risultato».
Innovativa è anche la forma, in un unico movimento…
«Sì, è una grande idea. Il Concerto diventa così un poema sinfonico, dove l'orchestra ha il ruolo che ha in una sinfonia. E il violino è lo strumento solo che concorre al suono complessivo; un suono molto orientaleggiante, a volte arcaico. Szymanowski era molto interessato alle culture antiche, alla Grecia, alla Persia, alle storie da Le mille e una notte».
C'è un violinista, tra i maestri del passato o tra quelli di oggi, a cui si sente particolarmente vicino come interprete?
«Certo, ho degli idoli come Oistrakh o Milstein. Nel presente ammiro Gidon Kremer e Leonidas Kavakos; non so se siano simili a me, questo me lo devono dire gli altri, però mi piacciono. Ognuno deve avere la sua personalità; in particolare c'erano forti e differenti personalità nelle generazioni di sessanta o settanta anni fa, quando la ricerca della perfezione non seppelliva la parte umana che ognuno era disposto a mostrare. Bisogna avere la libertà di rinunciare alla perfezione». (f.c.)
Stravinskij non avrebbe avuto alcun motivo di chiamare Dumbarton Oaks il suo Concerto in mi bemolle se non perché era questo il nome della tenuta del diplomatico americano Robert Wood Bliss, che al compositore commissionò la musica per i suoi trent'anni di matrimonio, ne finanziò la prima esecuzione che lì avvenne nel 1938 e successivamente, nel 1950, ne acquistò i principali manoscritti per il Dumbarton Oaks Museum. Con esito felicissimo, Stravinskij scrisse così un concerto da camera dai connotati fortemente contrappuntistici. In quel periodo suonava regolarmente Bach ed era particolarmente attratto dai Concerti brandeburghesi, e il primo tema del Concerto, che qualcosa di nuziale pure possiede, assomiglia in effetti a quello del Terzo bachiano.
Dice il compositore nelle sue confessioni a Robert Craft: «Sono stato molto biasimato per queste somiglianze, ma Bach attingeva spesso altrove allo stesso modo, e non credo che si sarebbe adirato con me per l'uso del suo esempio». (f.c.)
giovedì 26 febbraio
ore 20.30 - turno rosso
venerdì 27 febbraio
ore 21 - turno blu
Auditorium Rai
Arturo Toscanini
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Yutaka Sado
direttore
Frank Peter Zimmermann violino
Glinka
Ruslan e Ljudmila, ouverture
Szymanowski
Concerto n. 1 op. 35
Stravinskij
Concerto
(Dumbarton Oaks)
Prokof'ev
Suite n. 1 dal balletto Cenerentola op. 107