Intervista
La collaborazione tra Vincenzo Cerami e Nicola Piovani è il segno distintivo del concerto che lo stesso Piovani dirigerà a Torino al Teatro Regio; due dei brani in programma, infatti, sono legati alla collaborazione con lo scrittore romano: La cantata del Fiore e la suite da La vita è bella. Se nel secondo caso Cerami è “solo” lo sceneggiatore della celebre pellicola di Benigni, nel primo invece si tratta di un vero e proprio progetto teatrale, che vide i due collaborare per alcuni anni.
Il primo passo è datato 1981.
Al Festival di Eraklion, a Creta, su commissione del terzo canale di Radio Atene debutta Canti di scena, prima tappa di un percorso attraverso la cantata al quale più tardi si aggiungeranno la Cantata del Fiore e la Cantata del Buffo. La prima va in scena nel 1988, la seconda, in uno spettacolo che le prevede entrambe, due anni dopo. Entrambe hanno il medesimo organico (voci recitanti, voci cantanti, tredici strumenti) e la stessa struttura testuale: prevedono cioè una versificazione destinata alla recitazione e una destinata al canto.
«Non è un caso che la poetica delle cantate contempli proprio questi giochi stilistici – scrive Cerami a proposito del lavoro fatto con la Cantata del Fiore e quella del Buffo –. Un velo di ironia infatti percorre i due testi musicali. Sia le note sia i versi, così “contaminati”, sono costruiti con l'intento di formare un impasto musicale capace di rispecchiare in qualche modo la sonorità mista e contraddittoria dei nostri giorni, dove si esprimono quasi con la stessa dignità e intensità la canzonetta popolare, l'epos di miti che ci sopravvivono e le marcette di paesana memoria». E in effetti la partitura segue la prosodia e la metrica da un lato del recitare, dall'altro del cantare, adattandosi alla bisogna.
La trama della Cantata del fiore, infine, reinterpreta il mito di Eco e Narciso, ripercorrendolo quasi alla lettera, ma con uno scopo specifico. Citiamo ancora Cerami: «Il forte conflitto tra la creatura umana e gli dei, in un contesto poetico nel quale parola e musica sono in gioco, ci è sembrato la chiave di volta per meglio restituire lo struggente sentimento di inadeguatezza che molti di noi provano nei confronti di un mondo sempre più estraneo eppure così potente da condizionare la nostra esistenza. L'incapacità di riappropriarci pienamente del nostro destino, in un universo dove alto e basso si alternano continuamente, dove musica alta e parola alta parlano di meno, le prospettive si capovolgono, si mischiano, ci mostrano un inedito panorama scombinato, tutto da ricomporre. Le Cantate si immergono in questo panorama e, senza alcuna pretesa di mettere ordine, provano a cantarlo».
L'ironia neoclassica e molto “romana” di Piovani e Cerami non c'è ovviamente in B for Bang - Across the Universe of Languages. E non sono neppure queste due produzioni catalogabili entrambe nel pur vasto e confuso insieme delle “contaminazioni”. Katia Labèque e compagni sposano infatti la causa di un crossover di tipo angolofono, nato sull'onda del genere dell'“omaggio a”. Il tributo è alla coppia Lennon e McCartney naturalmente, la quale già nel 2007 (l'anno in cui nasce il progetto beatlesiano della pianista francese), con il medesimo titolo era stata omaggiata dal cinema con il film musicale di Julie Taymor.
B for Bang, in ogni caso, pur inserendosi nel genere, non ne adotta lo schema rodatissimo: quello del blasone basato sugli hits.
Al contrario non tutte le tracks del concerto (e quelle del cd, pubblicato ovviamente dall'etichetta KML, acronimo di Katia e Marielle Labèque che ne sono fondatrici e proprietarie) riportano i pezzi più noti di Lennon e McCartney. Troviamo Come Together, Helter Skelter, Blackbird. Ma non troviamo Let it be o Michelle, Yellow Submarine o The Long and Winding Road. Insomma, gli arrangiatori, Nicola Tescari, David Chalmin e Fabio “Reeks” Recchia si sono preoccupati più di obbedire a un'esigenza estetica – attraversare i linguaggi – che di rispondere all'immortale passione dei fan dei Beatles. (f.f.)
lunedì 2 febbraio
Teatro Regio ore 20.30
I Concerti 2008-2009
Filarmonica ‘900
del Teatro Regio
Nicola Piovani
direttore
Donatella Pandimiglio
voce
Francesca Breschi
voce
Norma Martelli
voce recitante
Piovani
Cantata del Fiore
Suite dal film Kaos
Suite dal film
La vita è bella
Con il contributo straordinario della Fondazione CRT
In collaborazione con
il Museo Nazionale
del Cinema che,
domenica 1 febbraio
alle ore 16.30 organizza
la proiezione del film
La stanza del figlio
di Nanni Moretti
alla presenza dell'autore
della colonna sonora
Nicola Piovani.
ore 19.45
prima della musica
con Nicola Piovani
e Alberto Barbera
lunedì 23 febbraio
Teatro Regio - ore 20.30
I Concerti 2008-2009
Katia Labèque
pianoforte e rhodes
David Chalmin
chitarra elettrica
Massimo Pupillo
basso
Marque Gilmore
batteria
Nicola Tescari
tastiere ed elettronica
Fabio “Reeks” Recchia elettronica
special guest Meg voce
B FOR BANG
ACROSS THE UNIVERSE OF LANGUAGES
Musiche di Lennon, McCartney…
ore 19.45
prima della musica
con Katia Labèque e Michele Dall'Ongaro