di Sergio Trombetta
Molto spazio agli italiani, una scommessa sulle giovani forze e alcuni graditi ritorni. Torinodanza, fra novembre e i primi giorni di dicembre, si tuffa in una immersione quasi totale di danza italiana: le sorelle Sagna, Ambra Senatore, Valeria Apicella, Emio Greco e poi belgi e francesi. Con compagnie che ritornano. Perché Gigi Cristoforetti, il direttore, sottolinea la necessità per il Festival di approfondire le sue linee guida, allacciare rapporti duraturi con gli artisti piuttosto che andare a cercare sempre novità purchessia. Ribalte di questa parte di Torinodanza saranno la Cavallerizza e le Fonderie Limone. Molti gli spettacoli coprodotti.
Valeria Apicella e Ambra Senatore aprono le sere novembrine il 5 e il 6. Come molti artisti, Valeria è un’italiana che ha fatto la sua carriera in Francia, danzando con Paco Decina prima di dare vita alla sua compagnia, la 3.14, con la quale alle Fonderie Limone presenta My flowers. Nella stessa serata la prima apparizione di Ambra Senatore, giovane torinese, vincitrice di recente del Premio Nazionale Equilibrio, interprete con Caterina Basso di Passo (forma breve). Poi alla Cavallerizza Reale – il 7 – arriva la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi (il cui corso di teatro danza è guidato dal critico del “Sole 24Ore” Marinella Guatterini) che presenta Short Ride in a Fast Machine, un tributo al futurismo firmato da Lucinda Childs, uno dei nomi faro della danza post-modern americana.
Pierre Rigal è un performer molto speciale. Matematico, economista, laureato in cinema, atleta, declina una danza particolare confrontandosi con coreografi di tendenza come Heddy Maalem o Wim Vandekeybus. In scena con due spettacoli alla Cavallerizza: il 10 e l’11 novembre Rigal presenta érection e il nuovo Press (17, 18, 19 novembre) dove agisce all’interno di una scatola che si restringe sempre di più.
Les Ballets C. de la B. sono ormai ospiti fissi di Torinodanza, che ha presentato gli ultimi due lavori di Alain Platel, Vsprs e Pitiè, potenti affreschi sul mondo contemporaneo e perturbato. Poi abbiamo visto altri coreografi della singolare Compagnia-Cooperativa Fiamminga: per esempio Koen Augustijnen, che ritorna con Ashes, un brano sulla provvisorietà della condizione umana (alle Fonderie il 20 e 21 novembre).
Poi finalmente si apre il capitolo delle sorelle Sagna. Figlie d’arte – cioè di Anna Sagna, gran signora della danza torinese a sua volta allieva di Bella Hutter –, Carlotta e Caterina hanno radici che affondano nella danza centroeuropea del primo Novecento, ma le fronde volano verso le tendenze più attuali. Anche loro, come tanti, hanno avuto modo di esprimersi al meglio nel mondo francofono, fondando ciascuna la sua compagnia e producendo spettacoli che solo episodicamente sono passati da Torino. Merito di Cristoforetti è stato quello di chiamarle a raccolta e organizzare intorno a loro un degno medaglione. Sorelline e Relazione pubblica (alle Fonderie il 26 e il 28 novembre) sono due titoli che mettono in evidenza la vena ironica di Caterina Sagna, il gusto per la comicità. Il primo brano è una “rilettura” di Piccole donne, interpretato fra gli altri da entrambe le sorelle Sagna, mentre il secondo smaschera in modo divertente i luoghi comuni della danza contemporanea.
Ad Vitam di Carlotta Sagna (alle Fonderie 30 novembre e 1 dicembre) è una pièce che arriva a Torinodanza (coproduttore) in prima italiana e che vede nella stessa serata il ritorno di Ambra Senatore con Passo (forma breve).
Chiude Emio Greco, altro “abbonato” del Festival di cui negli anni scorsi abbiamo visto Hell e Purgatorio. Il 3 e 4 dicembre presenta alle Fonderie Extra dry, un suo pezzo di repertorio che fa parte della trilogia Fra cervello e movimento, un momento di investigazione coreografica sul rapporto del movimento con gli impulsi cerebrali.