novembre 2009

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Ryuichi Sakamoto e l'arte della mediazione

di Sergio Trombetta

Ryuichi SakamotoÈ difficile esser sicuri che se Ryuichi Sakamoto fosse nato in Italia nel sedicesimo secolo sarebbe stato, come recita la presentazione nel suo sito ufficiale,  «un uomo del Rinascimento». Pare più semplice affermare che, da uomo nato (classe 1952) e formatosi nella seconda metà del Novecento, il poliedrico artista giapponese abbia saputo coniugare con abilità la necessità di adattarsi a un consumo estetico su vasta scala con il rispetto del proprio essere artista. Non è facile. Non è facile per un compositore (questa è sicuramente la veste che meglio s’attaglia a Sakamoto, poi viene tutto il resto) sfuggire da un lato alle sirene della faciloneria a basso costo nell’illusione di ottenere un alto reddito, oppure rifugiarsi nell’esoterismo dei pochi, a volte redditizio, sempre onanistico.

Sakamoto è riuscito in una complessa mediazione. Già con la Yellow Magic Orchestra, fondata nel lontanissimo 1978, la sua dance non si limitava allo scontato mix in salsa giapponese di ritmi e suoni urbani tra Londra e New York. Quella di Sakamoto e compagni era (ed è, sebbene ormai tinta di nostalgia, non han più vent’anni neppure loro) una dance elettrico-elettronica misurata, a volte minimalistica, sovente ironica. E proprio l’elettronica, che sarà uno dei caratteri distintivi della produzione successiva del compositore giapponese, era utilizzata senza eccessi da un lato, e con una sorta di attenta saggezza. Ecco, in questo senso poteva essere vista come l’esito del lavoro di un alchimista rinascimentale, dove antica sa­pienza e nuova scienza si sommano nella ricerca di inattese armonie. Obiettivo che Sakamoto centrerà con la musica per il cinema. La svolta è la colonna sonora per Merry Christmas Mr. Lawrence (in Italia, uscito con il titolo Furyo), la pellicola di Nagisa Oshima del 1983, nella quale Sakamoto fece anche il suo debutto come attore, al fianco di Takeshi Kitano e di David Bowie. Lì emerge definitivamente il talento del compositore: un talento che non mortifica la melodia, ma la esalta, un talento che tocca le corde migliori dell’animo, giocando affettuosamente, ironicamente, con l’armonia e il ritmo. Un talento che anche con il solo pianoforte si rivela in tutta la sua ricchezza. (f.f.)




MITO SettembreMusica
lunedì 2 novembre
Teatro Regio
ore 21
Ryuichi Sakamoto pianoforte
PLAYING THE PIANO EUROPE 2009
in collaborazione 
con Teatro Regio Torino