Intervista
di Alessio Tonietti
Quel sorriso che coinvolge anche gli occhi, contagioso e irresistibile, rappresenta l’unica possibile chiave di lettura per spiegare un simile personaggio. L’unico tassello che possa tenere assieme gli anni in cui collaborava con star planetarie del rock come i Guns’n Roses con le attuali mansioni di direttore dell’Orchestre National des Pays de la Loire e del Teatro di Lucerna. Il rigore interpretativo e l’incredibile energia della bacchetta di John Axelrod sono infatti i frutti di uno spirito assolutamente innovativo nella scena musicale internazionale, attentissimo al coinvolgimento del pubblico, che lo ha spinto a eseguire Beethoven mentre cameriere in bikini servivano birre e bistecche agli spettatori.
Tutto questo non si riduce a una posa o a un astuto stratagemma pubblicitario.
«Nei concerti di musica classica non possiamo mostrare solo il duro lavoro che ci sta dietro. Bisogna comunicare la gioia e la bellezza per cui spendiamo tanta fatica. Se noi mostriamo che fare musica ci diverte, la gente tornerà più volentieri».
Comunicare questa gioia è sufficiente per riportare la gente nelle sale da concerto?
«No, non basta. Il vero antidoto, il più importante è un altro. Più musica nelle case, non solo in termini di ascolto. Se si suonasse e si cantasse di più nelle famiglie, avremmo più pubblico ai concerti. Il marketing, internet, le star internazionali... le vendite dell’industria discografica possono scendere o salire, ma se la musica abitasse nelle case della gente non ci sarebbe nulla da temere».
Quindi per la musica classica può esserci ancora posto nella nostra società? Può avere ancora un senso celebrare gli anniversari di Schumann e Chopin come faranno gli spettatori del suo concerto?
«Ricordare le cose belle del passato è sempre importante. Il 15 aprile scorso ho festeggiato con un concerto la nascita di Leonardo da Vinci, che coincide con il giorno in cui gli americani pagano le tasse. È importante pensare a qualcuno che ha dato tante cose al mondo mentre altri te le stanno portando via! Direi che Chopin e Schumann, per il contributo fondamentale alla musica romantica e per la rivoluzione che hanno impresso alla tecnica pianistica, un dolcetto e un paio di concerti se li siano meritati...»
In quest’occasione, dirigerà la Seconda sinfonia di Schumann. Pochi decenni addietro, molti critici denunciavano imperdonabili carenze nell’orchestrazione del compositore tedesco. Negli anni più recenti le opinioni al riguardo sono decisamente mutate. Che cosa ne pensa?
«Penso che le Sinfonie di Schumann richiedano un lavoro interpretativo molto approfondito, in particolare per quel che riguarda le variazioni dinamiche. In passato si pensava che il suono dell’orchestra di Schumann fosse povero e quindi si aggiungevano strumenti per rinforzarlo e per avere maggior equilibrio. Bernstein – che tuttora considero il mio maestro – pensava che la musica di Schumann non fosse stata ben compresa. Quindi presentò la Seconda sinfonia senza modifiche, accentuando le variazioni espressive e quella mancanza di equilibrio che molti ritenevano il frutto di errori. Il mio approccio è molto simile al suo».
Questa è la prima volta che lavora con Louis Lortie. Che genere di difficoltà bisogna superare per conoscersi e trovare un equilibrio comune, in particolare fra solista e direttore?
«Gli interpreti di grande personalità spesso hanno una visione ben precisa della musica che stanno suonando, una visione che a volte può essere veramente estrema! Io cerco di seguire la strada che ha tracciato Bernstein quando eseguiva Brahms insieme a Glenn Gould. Cerco di accompagnare il solista nel suo viaggio personale e di partecipare alla sua visione, portando con me, naturalmente, le mie personali convinzioni. Le esigenze sono simili a quelle dei ballerini di tango: per divertirsi veramente, bisogna essere in due».
giovedì 19 novembre
ore 20.30 - turno rosso
venerdì 20 novembre
ore 21 - turno blu
Auditorium Rai
Arturo Toscanini
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
John Axelrod direttore
Louis Lortie pianoforte
Fauré
Pavane op. 50
Chopin
Concerto n. 1
per pianoforte
e orchestra op. 11
Schumann
Sinfonia n. 2 op. 61