novembre 2009

teatroregiotorino


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Barcellona, Ciofi, Siragusa, Del Savio
Un cast tutto italiano per Rossini

di Luca del Fra

Barcellona, Ciofi, Siragusa, Del SavioFin dalla sua giovinezza Rossini si propone come l’ultimo autentico propugnatore delle istanze poetiche del belcantismo, cioè della concezione di una vocalità antirealistica tendente al sublime, in cui lo strumento indispensabile è il cantante virtuoso e la finalità è nel procurare all’ascoltatore un piacere immediato e contemplativo. Già in Tancredi, la sua prima opera seria, che lo impone nelle più grandi piazze europee, l’ideale barocco dell’eroismo ieratico è filtrato e decantato attraverso un ideale Neoclassicismo. Ne è primo e indubitabile segno il personaggio del titolo, affidato da Rossini a un contralto – ma già dalla prima esecuzione era una donna a ricoprire il ruolo –, in omaggio a quell’estetica che nelle voci chiare individuava la purezza d’animo dell’eroe e che si era concretizzata nella grande stagione dei castrati, all’epoca oramai al tramonto.

Nel ruolo così centrale di Tancredi – basti pensare alla sua entrata con «O patria/Di tanti palpiti» – troviamo Daniela Barcellona: una interprete oramai celebre anche e soprattutto per le sue interpretazioni del teatro di Rossini, di cui ha ricoperto ben sedici diversi personaggi. E proprio a questo ruolo la cantante appare particolarmente legata, avendone dato numerose interpretazioni, alcune memorabili: merita solo ricordare il suo debutto nel 1999 al Rossini Opera Festival coronato da un fulgente successo. Barcellona ha sovente interpretato ruoli en travesti, resi credibili sulla scena dal suo fisico svettante: ma il particolare legame con Tancredi si rivela nelle tinte intense che questo ruolo necessita nel registro patetico, una delle frecce migliori nella faretra di questa cantante.

Dal suo debutto nel 1989 a Firenze nel Giovanni Sebastiano di Gino Negri, ciò che ha sempre sorpreso di Patrizia Ciofi è la febbrile curiosità per i titoli fuori repertorio: quanti soprani italiani possono dire di aver cantato Re Teodoro in Venezia opera di Giovanni Paisiello che affascinò profondamente il giovane Mozart, Medée di Cherubini, L’americano di Piccinni, Ippolito e Aricia di Traetta e perfino Il mese mariano e Il re di Giordano? Una prassi che ha reso la sua voce, dal timbro corposo ed equilibrato in tutti i registri, molto duttile, tanto da permetterle incursioni nella musica di Vivaldi e Händel. Tanto che alle prese con il ruolo di Amenaide, già più volte interpretato, potrà fare sfoggio della sua esperienza nel canto acrobatico barocco.

Dopo aver interpretato la scorsa stagione Lindoro nell’Italiana, Antonino Siragusa torna al Regio per affrontare un altro personaggio rossiniano. Fer­mo restando che il cantante siciliano è rimasto forse l’unico tenore italiano a essere chiamato all’estero per ese­guire la musica del pesarese, nei tredici anni della sua carriera dai ruoli leggeri Siragusa si è lentamente spin­to verso quelli più lirici. Ecco dunque il suo approccio ad Argirio, già interpretato nel 2005 al­l’Opera di Roma: la solida preparazione, la coloritura emo­­zionante e la facilità nell’impervio registro acuto, uni­te a una personalità capace di tenere il palcoscenico e a una maggiore interiorizzazione della parte, sono le pre­messe per una interpretazione di alto livello e anche personale.
Nel ruolo del perfido Orbazzano troviamo uno dei giovani baritoni italiani che si sta imponendo sulla scena: dopo una lunga gavetta probabilmente salutare, Simone Del Savio ha debuttato nel 2007 alla Scala nel ruolo di Yamadori in Butterfly e, tra le altre cose, è stato scelto da Muti per la parte di Montano nell’Otello di Salisburgo del 2008. Al Regio ha già cantato alcune repliche di Lucrezia Borgia, ma questa probabilmente è la sua prova del fuoco alle prese con un personaggio che, malgrado non sia in scena a lungo, resta importante e vocalmente impegnativo nello sviluppo della tragedia tessuta dal librettista Gaetano Rossi. E in questo cast tutto italiano va sottolineata anche la presenza di Annunziata Vestri e Paola Gardina, due giovani voci che stanno destando l’attenzione della critica e del pubblico.




Nel corso
delle nove recite,
dal 25 novembre
al 5 dicembre,
nei ruoli dei protagonisti si alterneranno
Manuela Custer
(Tancredi),
Annamaria Dell’Oste (Amenaide)
e José Manuel Zapata (Argirio)