aprile 2010

unionemusicale


Torna all'indice dei contenuti

Intervista

Uto Ughi, paladino della musica

di Simone Solinas

Uto UghiIn tanti decenni, quasi quattro, sono poche le stagioni che non hanno visto la presenza di Uto Ughi a Torino. Rare eccezioni che confermano la regola di un rapporto costante e forse unico, di una frequentazione cercata da entrambe le parti: dall’artista, che si trova a suo agio in una città tanto dedita alla musica, e dalla città, che ovviamente lo ricambia con ammirazione e affetto. L’incontro con Ughi, infatti, è sempre premiato dal pubblico che gremisce ogni anno i suoi concerti. Il motivo sta nella certezza che quella che si ascolterà sarà musica vera, vissuta e trasmessa con autenticità, giacché, come ebbe a dire il maestro in un’intervista, «il pubblico ama l'artista che dà tutto se stesso. Non esistono pubblici cattivi e pubblici buoni. Esistono interpreti comunicativi e interpreti freddi».
Ma alla capacità, anzi al colore dell'interprete, si aggiunge dell'altro: quando Uto Ughi entra in sala, non si ha davanti solo un violinista (e un divo), ma anche un punto di riferimento per la cultura musicale italiana.
Non sembri un'attribuzione indebita per chi, come Ughi, è da molto tempo in prima linea per la divulgazione e la difesa della musica classica nel nostro paese.
Divulgazione attraverso le più svariate iniziative, dai festival Uto Ughi per Venezia e per Roma, creati con successo per avvicinare i giovani alla musica, alle trasmissioni radiotelevisive, che lo hanno visto raggiungere il grande pubblico.
Progetti che , oggi, si può sperare di condurre in porto forse solo grazie all'intervento di un personaggio come Uto Ughi, che riesce a unire fama e rigore, qualità conquistate anche nella sua battaglia civile «a favore della cultura e contro il degrado e il cattivo gusto che oggi imperano sempre più».
Non si contano a questo proposito gli interventi e le dichiarazioni rilasciate a mezzi di comunicazione sull'attenzione verso la musica classica nelle scuole fra i ragazzi:
«La situazione si fa sempre più grave per la disattenzione della nostra scuola nei confronti dell'educazione musicale di base. E' un vero peccato perché noi, il paese dell'arte e della musica, stiamo retrocedendo».
E ancora: «I ragazzi sono bombardati delle bruttezze e questo causa sicuramente un'affievolimento della sensibilità... il gusto per il bello, seppure coltivato da pochi, è un'ancora di salvezza oggi ancor più forte di un tempo».
Come si suol dire, parole sante.

Nazionalità russa, classe 1976, Ilona Timchenko è la vincitrice del Concorso Internazionale di Misica "Città di Pinerolo", svoltosi dal 3 al 7 marzo 2010. Nata in Ucraina, ha studiato a Mosca con Vladimir e Victor Bunin e con Maria Polianova.
In seguito si è perfezionata in Olanda con Alexander Gold e Rian de Waal, in Italia con Lazar Berman e in Francia con Michel Beroff. Si è imposta in numerosi concorsi pianistici, internazionali e si è esibita in recital solistici, concerti con orchestra ed ensemble cameristici in alcune tra le più prestigiose sale d'Europa.
Affiancata alla carriera di pianista quella di compositrice: un suo lavoro, il sestetto Dedicated to Avignon, presentato in anteprima all'Avignon Festival of Modern Music ha ricevuto una lode speciale dalla compositrice Sofia Gubaidulina.
Il pubblico dell'Unione Musicale potrà apprezzare questo giovane talento pianistico nell'appuntamento di Alba.
In programma musiche di Mozart, Shumann, Brahms e dello spagnolo Antón García Abríl.




mercoledì 28 aprile
Auditorium del Lingotto
ore 21
serie dispari - pari

Uto Ughi
violino

Alessandro Specchi
pianoforte

Haendel
Sonata in re maggiore
Op.1 n.13 HWV 371
Beethoven
Sonata in do minore
Op.30 n.2
Wieniawski
Fantasia concertante su temi dal Faust di Gounod
Op. 20
Saint-Saëns
Introduction et Rondò capriccioso
Op. 28


domenica 18 aprile
Alba - Auditorium
Fondazione Ferrero
ore 16.30
serie didomenica

Ilona Timchenko
pianoforte

Musiche di Mozart, Schumann, Brahms, Garcìa Abrìl