aprile 2010

teatroregiotorino


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Sei fuoriclasse per Luisa Miller

di Luca Del Fra

«Nessuna precedente opera di Verdi prevede un complesso così ampio di ruoli di spicco. [...] Ma non tutte le parti ricompensano i cantanti in proporzione di ciò che richiedono loro». Così si esprimeva a proposito di Luisa Miller il compianto musicologo Julian Budden, mettendo in rilievo come l’aspetto vocale abbia una funzione rilevantissima in questa opera che rappresenta uno snodo fondamentale dell’evoluzione stilistica di Giuseppe Verdi.

In sostanza ci troviamo di fronte a una partitura dove risalta un sestetto che necessita di interpreti di alto profilo al di là della lunghezza dei singoli ruoli. Un impegno cui il Teatro Regio ha risposto scegliendo cantanti in grado di mostrare affinità con la partitura puntando o su interpreti regolarmente presenti sui palcoscenici internazionali o su dei giovani.

Nel ruolo del titolo troviamo Fiorenza Cedolins: cantante di lungo corso, emersa prepotentemente dopo essersi aggiudicata nel 1996 il Concorso «Pavarotti» e aver perciò cantato Tosca con il tenore modenese, è riuscita a conquistarsi i favori del pubblico grazie a uno sterminato repertorio pressoché tutto italiano. Dai picchi belcantistici di Rossini ai turgori preromantici di Bellini e Donizetti, fino all’espressività di Puccini e del Verismo, riservandosi forse per le sue origini friulane anche due operette, Il pipistrello e La vedova allegra.

È soprattutto il timbro bellissimo che inizialmente colpisce critica e pubblico, una voce di soprano pastosa e omogenea in tutti i registri. Grazie a una tecnica non comune ha sviluppato un proprio stile di canto italiano che le ha permesso di affrontare con sicurezza ben dodici titoli operistici di Verdi sui palcoscenici di tutto il mondo.
E in tempi recenti, proprio interpretando la parte di Luisa, Cedolins ha mostrato la ricerca di una linea più tersa e di un cantare bello e pulito.

Quando nel 1850, un anno dopo il debutto partenopeo, Verdi seppe che volevano mettere in scena Luisa al Carcano di Milano, si oppose con tutte le forze poiché non lo convinceva l’interprete di Rodolfo. Il tenore è infatti un cardine di quest’opera, e il difficilissimo ruolo toccherà a Roberto Aronica. Questo allievo di Carlo Bergonzi ha iniziato la sua carriera nel repertorio del lirico con Rigoletto, L’elisir d’amore, Lucia di Lammermoor, per poi allargare il suo raggio d’azione a Simon Boccanegra, Gianni Schicchi, Bohème, Madama Butterfly, Werther, Faust, Les contes d’Hoffmann, esibendosi nei teatri più importanti del mondo – Scala di Milano, Metropolitan di New York, Covent Garden di Londra, Staatsoper di Vienna, per citarne solo alcuni. Una voce torrenziale quella di Aronica, in grado di affrontare un difficilissimo ruolo mettendo in evidenza l‘insofferenza e il nervosismo di Rodolfo, tipici dei tenori nel teatro di Verdi.
Spicca poi la presenza di tre voci scure: torna al Regio Roberto Frontali, baritono dal bel timbro brunito, dizione perfetta, incisività dell’accento, legato dei cantabili e, visto il suo temperamento, punterà probabilmente sugli aspetti più introversi del vecchio soldato Miller.

Il conte di Walter sarà invece di Orlin Anastassov, cantante bulgaro dalla voce profonda e sontuosa, dotato di una forte espressività, in grado di imprimere vita al personaggio, dote essenziale per un tipico ruolo di basso verdiano tratteggiato in poche note e un sublime cantabile nel primo atto. Timbro completamente diverso è quello del basso Enrico Iori, cui è affidata una parte altrettanto diversa, quella di Wurm, un concentrato di tutta la proterva malvagità di certi caratteri verdiani, mentre il mezzosoprano Barbara Di Castri, dopo aver ricoperto la parte di Raffio Orsini in Lucrezia Borgia, torna al Regio nella parte di Federica.

Al primo cast si alterneranno nei ruoli di Luisa il soprano greco Alexia Voulgaridou, in quello di Miller Sebastian Catana, in quello di Rodolfo Massimiliano Pisapia, Enrico Jori come Conte di Walter e infine Andrea Papi quale interprete di Wurm.

INCONTRI CON L’OPERA

mercoledì 28 aprile
Teatro Regio
Foyer del Toro - ore 17.30

Il barbiere di Siviglia e L’elisir d’amore
a cura di Giorgio Gualerzi

ingresso libero




Enrico Iori

Orlin Anastassov

Roberto Aronica

Fiorenza Cedolins

Barbara Di Castri

Roberto Frontali