Intervista
di Angelo Chiarle
«È forse un uccello o un animale
misterioso come gli antichi cinesi dipingevano nei loro rulli? La magia sovrasta il virtuosismo […]. È un libro di venti volumi dai duecento personaggi, è Ariel di Shakespeare e Salomè dai sette veli». Attore-trasformista, regista, illusionista… uomo. Non è per nulla facile “etichettare” il polivalente
talento di Arturo Brachetti, parola di Maurice Béjart. L’unica cosa certa è l’effetto della sua esuberante showmanship: «Angelo
o Mefisto, ci incanta e alla fine il pubblico parte per questo grande viaggio dove un altro Pirandello ci evoca non sei, ma cento personaggi in cerca d’autore (è lui l’autore, no?)».
Pierino e il lupo è il suo primo entralacement con la musica classica?
«È la seconda esperienza, dopo l’Histoire du soldat di Stravinskij al Teatro Mercadante di Napoli per la regia di Roberto De Simone».
«Preparatevi a essere stupiti», titola un videoclip sul suo sito. Cosa si deve aspettare il pubblico di Torino?
«Una serata piena di sorprese. È la componente dei miei spettacoli. È tutto reinventato. Ci sarà molta multimedialità. Pierino e il lupo fu scritto da Prokof’ev in un periodo in cui i bambini, non vedendo i cartoni animati, non avevano dei suoni o delle colonne sonore che potessero accompagnare
le fantasie di una favola. Pierino e il lupo è una favola scritta per far scoprire la musica, una favola scritta per bambini di cento anni fa, ma oramai è per adulti. Il mio intento sarà prendere questi adulti che vengono ai concerti e farli tornar bambini attraverso
la fantasia».
Una provocazione agli adulti a “lasciarsi andare”, una volta tanto…
«Avranno la possibilità di ripiombare nell’infanzia,
nell’innocenza e nella fantasia. All’inizio farò un appello a tutto il pubblico chiedendo a ognuno di dimenticare l’ultima cifra della propria età, e da quel momento comincerà un gran casino. Si sentirà sbuffare un treno…»
Una ventata di irriverente aria fresca salutare per il mondo della classica?
«È un po’ la filosofia del teatro. Non si va a teatro per nozionismo: si va per divertimento, per la gioia dello spirito. Non è populismo. È cultura a livelli diversificati».
«Sogno Virtuosità Fascino. E noi siamo là... Leggeri…
Felici!»
L’irriverenza geniale di Arturo Brachetti, un’esperienza
da non perdere. Parola di Maurice Béjart.
giovedì 15 aprile
ore 20.30 - turno rosso
venerdì 16 aprile
ore 21 - turno blu
Auditorium Rai
Arturo Toscanini
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Wayne Marshall
direttore
Arturo Brachetti recitante
Stravinskij
Suite n. 1 e Suite n. 2
per piccola orchestra
Prokof’ev
Pierino e il lupo, fiaba musicale per bambini
op. 67
Borodin
Principe Igor, ouverture
Sinfonia n. 2 in si minore