Intervista
di Federico Capitoni
Christian Poltéra, classe 1977, ha una missione:
far scoprire il violoncello del Novecento soprattutto attraverso le composizioni meno note. Infaticabile, ha al suo attivo numerosi dischi e in particolare spiccano una serie di cd, incisi per l’etichetta
Bis, nei quali esplora il repertorio dei compositori
svizzeri, musicisti importanti ma noti solo in parte
e diffi cilmente per le loro composizioni violoncellistiche.
Maestro Poltéra, qual è la sua relazione con Arthur
Honegger, uno dei pochi compositori svizzeri di
rilievo? C’è un particolare legame con la sua musica, essendo suo connazionale, per cui ha scelto di
suonare il suo Concerto per violoncello?
«Credo anzitutto che Honegger fosse un compositore francese, seppur nato in Svizzera. In molti lo ritengono un uomo francese: visse a Parigi la maggior
parte della sua esistenza e fu musicalmente infl uenzato dalla città; e poi fu membro del famoso Gruppo dei Sei. Quando, tempo fa, ero alla ricerca
di concerti per violoncello poco famosi da
interpretare scoprii non solo quello di Honegger, ma anche quelli di Frank Martin e
Othmar Schoeck, tutti svizzeri».
Quali sono le caratteristiche di questo
Concerto? E come si inserisce nella storia
di questo genere di repertorio?
«Il Concerto ha tre movimenti molto con-
nessi tra loro. Honegger ha scritto una musica scura ma ci trovo anche elementi di jazz: è
un pezzo compatto e brillante. Ha una struttura
simile al Concerto di Schumann, ma esplora
un mondo sonoro davvero unico: non riesco
a trovare nulla di simile in altri compositori.
Forse il più vicino è Stravinskij, per certi versi, ma
Stravinskij non ha mai scritto un concerto per violoncello!»
Lei sta registrando una serie di dischi con musiche
di compositori svizzeri. Pensa che il pubblico ab-
bia necessità di conoscerli maggiormente?
«Sì, credo che le persone dovrebbero
sentire i Concerti di Martin,
Schoeck e Honegger. Ma
non perché questi mu-
sicisti siano svizzeri,
bensì perché la loro
musica secondo me è molto forte. E ci sono ancora
molti compositori da scoprire…»
Ha qualche violoncellista di riferimento?
«Certamente non vorrei - e non saprei - copiare o
imitare i grandi violoncellisti. Però ho i miei eroi:
Rostropovič, Yo-Yo Ma, Gendron, Bylsma e il mio
maestro Heinrich Schiff!»
Quali sono i suoi prossimi progetti come interprete?
«Registrerò i Concerti per violoncello di Samuel
Barber ed Ermanno Wolf-Ferrari. In più ho in programma la registrazione di musiche di Mozart e Beethoven con i miei compagni del trio d’archi Frank
Peter Zimmermann e Antoine Tamestit. E poi c’è
una nuova avventura: sto esplorando il mondo delle corde di budello perché farò un tour in cui suonerò il Doppio concerto
di Brahms con Thomas
Zehetmair e sir John Eliot
Gardiner».
domenica 10 gennaio
Conservatorio - ore 17
prova generale
martedì 12 gennaio
Conservatorio - ore 21
Orchestra Filarmonica
di Torino
Yoram David
direttore
Christian Poltéra
violoncello
MOZART E LA FRANCIA
Mozart
Sinfonia in mi bemolle
maggiore
K. 161a (K. 184)
Honegger
Concerto per violoncello
e orchestra H 72
Mozart
Sinfonia in do
maggiore
K. 551 (Jupiter)