gennaio 2010

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Intervista

Christian Poltéra
«Il Concerto di Honegger è unico!»

di Federico Capitoni

Christian PoltéraChristian Poltéra, classe 1977, ha una missione: far scoprire il violoncello del Novecento soprattutto attraverso le composizioni meno note. Infaticabile, ha al suo attivo numerosi dischi e in particolare spiccano una serie di cd, incisi per l’etichetta Bis, nei quali esplora il repertorio dei compositori svizzeri, musicisti importanti ma noti solo in parte e diffi cilmente per le loro composizioni violoncellistiche.

Maestro Poltéra, qual è la sua relazione con Arthur Honegger, uno dei pochi compositori svizzeri di rilievo? C’è un particolare legame con la sua musica, essendo suo connazionale, per cui ha scelto di suonare il suo Concerto per violoncello?
«Credo anzitutto che Honegger fosse un compositore francese, seppur nato in Svizzera. In molti lo ritengono un uomo francese: visse a Parigi la maggior parte della sua esistenza e fu musicalmente infl uenzato dalla città; e poi fu membro del famoso Gruppo dei Sei. Quando, tempo fa, ero alla ricerca di concerti per violoncello poco famosi da interpretare scoprii non solo quello di Honegger, ma anche quelli di Frank Martin e Othmar Schoeck, tutti svizzeri».

Quali sono le caratteristiche di questo Concerto? E come si inserisce nella storia di questo genere di repertorio?
«Il Concerto ha tre movimenti molto con- nessi tra loro. Honegger ha scritto una musica scura ma ci trovo anche elementi di jazz: è un pezzo compatto e brillante. Ha una struttura simile al Concerto di Schumann, ma esplora un mondo sonoro davvero unico: non riesco a trovare nulla di simile in altri compositori. Forse il più vicino è Stravinskij, per certi versi, ma Stravinskij non ha mai scritto un concerto per violoncello!»

Lei sta registrando una serie di dischi con musiche di compositori svizzeri. Pensa che il pubblico ab- bia necessità di conoscerli maggiormente?
«Sì, credo che le persone dovrebbero sentire i Concerti di Martin, Schoeck e Honegger. Ma non perché questi mu- sicisti siano svizzeri, bensì perché la loro musica secondo me è molto forte. E ci sono ancora molti compositori da scoprire…»

Ha qualche violoncellista di riferimento?
«Certamente non vorrei - e non saprei - copiare o imitare i grandi violoncellisti. Però ho i miei eroi: Rostropovič, Yo-Yo Ma, Gendron, Bylsma e il mio maestro Heinrich Schiff!»

Quali sono i suoi prossimi progetti come interprete?
«Registrerò i Concerti per violoncello di Samuel Barber ed Ermanno Wolf-Ferrari. In più ho in programma la registrazione di musiche di Mozart e Beethoven con i miei compagni del trio d’archi Frank Peter Zimmermann e Antoine Tamestit. E poi c’è una nuova avventura: sto esplorando il mondo delle corde di budello perché farò un tour in cui suonerò il Doppio concerto di Brahms con Thomas Zehetmair e sir John Eliot Gardiner».




domenica 10 gennaio
Conservatorio - ore 17
prova generale
martedì 12 gennaio
Conservatorio - ore 21

Orchestra Filarmonica
di Torino

Yoram David
direttore
Christian Poltéra
violoncello

MOZART E LA FRANCIA

Mozart
Sinfonia in mi bemolle maggiore
K. 161a (K. 184)
Honegger
Concerto per violoncello
e orchestra H 72
Mozart
Sinfonia in do maggiore
K. 551 (Jupiter)