di Alberto Bosco
Come far capire a un giovane d’oggi che interpretare
l’op. 111 e suonare i bonghi ai Murazzi, pur essendo entrambi legittimi modi di fare musica e il secondo magari più divertente del primo non significano
però la stessa cosa? A rigore, il compito di dare ai ragazzi gli strumenti per decifrare il mondo spetterebbe alla scuola, e ai licei in particolare. Ma nel nostro paese la storia della musica continua a rimanere misteriosamente esclusa dalla formazione della classe dirigente, per non dire di quella meno dirigente. Eppure, di ragazzi in gamba, che non si rassegnano a farsi manipolare da radio e televisione,
ce ne sono: il problema è come orientare in modo costruttivo la loro curiosità musicale, lasciata
allo stato semiselvatico da un sistema educativo colpevolmente miope.
Uno di questi modi, e tra i più tradizionali, è quello
di convincerli a uscire di casa (cosa facilissima) e andare a concerto (cosa difficilissima).
L’Unione Musicale, fondata più di sessant’anni fa proprio da uno studente liceale, si fa da sempre carico di questa
missione e ci prova questa volta con un Festival Beethoven: nove serate con inizio alle ore 20 in cui chi vuole può avvicinarsi – magari per la prima volta alle Sonate per pianoforte di questo compositore.
A eseguirle non sarà il “superpianistamondiale” di turno, ma un gruppo selezionato di nove giovani provenienti dall’Accademia Pianistica di Imola e da quella altrettanto rinomata di Pinerolo. Si tratta ben inteso di professionisti, ma che per loro fortuna non sono ancora stati arruolati
dallo star system. Lo spirito di questa iniziativa,
insomma, non è di creare l’ennesimo evento né di imporre Beethoven dall’alto con una letale serie di lezioniconcerto: l’obiettivo è convincere con la forza
dell’esempio. Infatti,
chi più di ogni altro può attirare l’attenzione
dei ragazzi se non un loro stesso simile che, avendo deciso di consacrare la propria vita all’interpretazione dei classici della letteratura pianistica, dimostri in prima persona e senza troppe parole il valore di questa scelta?
L’idea sarebbe ancora più bella se la si potesse esportare proprio nelle scuole, ma chissà quanti presidi, tra quadri svedesi e laboratori d’informatica,
avranno avuto modo di dotare le aule magne dei loro istituti di un pianoforte vero e proprio. Così, per ora, l’appuntamento è al Teatro Vittoria, una piccola sala di duecento posti, ideale per poter seguire da vicino la ricchezza di stati d’animo che si sprigiona dal pianoforte beethoveniano. Gli organizzatori,
molto saggiamente, hanno anche deciso che la durata dei concerti non debba superare l’ora, visto che è sempre un po’ faticoso ascoltare musiche
di un solo autore nel corso della stessa serata.
Perché alla fine quello che conta è la musica di questo
artista immortale, che è riuscito a tradurre, per mezzo di una semplice tastiera, le aspirazioni, i dolori,
le gioie che attraversano ogni uomo degno di questo nome nel corso della vita. Con Beethoven la musica diventa la più umana di tutte le arti e le sue 32 Sonate per pianoforte rappresentano un esempio imprescindibile per chiunque voglia rendersi conto di che cosa essa sia capace quando è nelle mani di un genio. Non si saprebbe qui consigliare un concerto
piuttosto che un altro; le serate sono state studiate
in modo da dare la massima varietà, cosa del resto non difficile dato che ogni Sonata costituisce un mondo a sé, inconfondibile e autosufficiente.
È ovvio che l’iniziativa non è rivolta solo ai giovani sotto i trent’anni,
ma a tutti coloro, appassionati o neofiti, che sono interessati. Beethoven, come il latte, fa bene a tutte le età e c’è sempre da imparare
a sentire e risentire
questi capolavori. Ma dovrebbe essere altrettanto ovvio che i tredici euro del prezzo del biglietto non rappresentano
affatto il valore dell’esperienza cui danno
diritto a partecipare.
Tutti i concerti del Festival Beethoven saranno preceduti alle ore 18 da un incontro con l’interprete e un musicologo che presenteranno al pubblico il programma della serata.
L’ingresso è libero.
FESTIVAL BEETHOVEN
Le 32 Sonate per pianoforte
Teatro Vittoria ore 20
(con aperitivo alle 19.30)
martedì 2 marzo
Andrè Gallo
mercoledì 3 marzo
Ben Schoeman
giovedì 4 marzo
Luca Delle Donne
sabato 6 marzo
Mirco Ceci
domenica 7 marzo
Rosamaria Bene
martedì 9 marzo
Giovanni Doria Miglietta
mercoledì 10 marzo
Simeon Bekchiev
giovedì 11 marzo
Zofia Lalak
sabato 13 marzo
Fabio Menchetti
In collaborazione con l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola e con l'Accademia di Musica di Pinerolo