Un antico insegnamento benedettino avvertiva i giovani che «non basta saper entrare nel labirinto della conoscenza, bisogna anche uscirne». Gli eccezionali cantori di De labyrintho, diretti da Walter Testolin, sembrano fare proprio questo: assistere a un loro concerto assomiglia molto allo svelarsi di un enigma. La polifonia
del Rinascimento conserva la sua bellezza misteriosa ma si libera del sapore esoterico che intimorisce molti ascoltatori, accendendosi di emozioni e di umana religiosità.
La storia dei De labyrintho inizia il 10 agosto 2001 nell’eremo di Fonte Avellana con un concerto incentrato su Josquin Desprez, compositore
cui hanno dedicato studi e ricerche di risonanza internazionale e tre incisioni discografiche.
A Torino si presentano con la musica che questo principe del Rinascimento ha scritto alla corte di Ercole d’Este, fra cui brilla di luce propria il Miserere mei, Deus, capolavoro di insuperata
profondità psicologica. (a.t.)