marzo 2010

teatroregiotorino


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Filarmonica ‘900 e Yutaka Sado
Nel segno della modernità

Yutaka SadoRavel entra nella classe di composizione di Fauré nel gennaio del 1898. Nel suo curriculum non ci sono (e non ci saranno) premi e medaglie importanti, e non si palesa neppure come un allievo particolarmente geniale. Ma legge Poe e Mallarmé, e conosce la musica di Satie. Insomma, Fauré intuisce in lui quel senso della modernità che questo programma a suo modo esalta. Una modernità che tesse la sua trama sonora nell’intreccio con la letteratura, la danza, il teatro e soprattutto la geografia, rievocando peraltro il tema classico del viaggio. Naturalmente quest’ultima è a volte “verista”, come negli Interludi marini che Britten trasse dal suo Peter Grimes, a volte immaginaria, come nel celebre Boléro.
È quasi diaristica negli scali navali di Ibert (ancora il mare, il Mediterraneo di Palermo e di Tunisi, e ancora la Spagna, quella di Valencia).
Infine si fa fantastica nell’attraversare la foresta di simboli del Pelléas et Mélisande, che in certo senso, proprio nell’esaltazione del simbolo, racchiude il segreto di quella modernità. (f.f.)

 

 

 

 




lunedì 1 marzo
Teatro Regio - ore 20.30
I Concerti 2009-2010

Filarmonica ’900
del Teatro Regio

Yutaka Sado direttore

Britten
Four Sea Interludes
op. 33a

Ibert
Escales (1922)

Fauré
Pelléas et Mélisande,
suite op. 80

Ravel
Boléro

Con il contributo
della Fondazione Crt