settembre 2010

mitosettembremusica


Torna all'indice dei contenuti

Cecilia Bartoli e la scuola dei castrati

Una sfida al mistero perduto

di Susanna Franchi

Teatro RegioIl concerto di chiusura è come la ceralacca che sigilla un documento importante, è il ricordo che deve rimanere impresso fino all'anno seguente. Diciamo dunque senza paura di esagerare che il concerto di chiusura di MITO, a Torino, è proprio uno di quelli che non si dimenticano: il 24 settembre, al Lingotto, c'è Cecilia Bartoli con Sacrificium, la scuola dei castrati, ovvero arie di Porpora, Caldara, Vinci, Leo e Haendel.Cecilia Bartoli ha cantato l'ultima volta a Torino il 23 settembre 2008, sempre al Lingotto, sempre per MITO, in una serata che era un omaggio alla voce di Maria Malibran.

Signora Bartoli, che ricordo ha di quel bellissimo concerto? Il pubblico con i fiori, la standing ovation...
«La risposta è già nella domanda: ho un ricordo fantastico, una serata molto particolare, romantica, calorosa...»

Il mito del castrato, oggi, che fascino ha? Sacrificium è un modo di riportare l'attenzione su una pagina buia ma bellissima della storia della musica?
«È proprio la combinazione di una storia buia e cupa da cui sono nati momenti musicali e artistici altissimi: per diversi secoli migliaia di bambini venivano castrati ogni anno, rovinati fisicamente e psichicamente nel nome della musica. Pochissimi di questi poveretti facevano una grande carriera, noi ci ricordiamo forse di dieci nomi, nei libri ne troviamo al massimo un centinaio. Ma che ispirazione davano ai compositori, che capolavori sono stati creati per loro.! Mi sembrava molto importante illustrare bene i due lati di questa medaglia».

Se lei fosse vissuta a quei tempi avrebbe gridato «Viva il coltellino!», come faceva il pubblico di allora che plaudiva alla "barbara" pratica della castrazione?
«Certamente avrei gridato "Evviva Farinelli!"».

Può descrivere a un profano qual era il fascino della voce di un castrato?
«Tutto era ed è un gran mistero: l'estensione della voce, il timbro, l'ambiguità fisica nei ruoli sia maschili sia femminili che interpretavano. E alcuni di loro erano proprio le pop star dell'epoca: m'immagino un fascino molto simile a quello di Michael Jackson».

Facciamo un gioco? Cosa "ruberebbe" a un castrato? La messa di voce, il fiato, le note acute...
«I polmoni e la forza fisica. Cantare queste arie è una grande sfida per una donna».

Il suo castrato preferito?
«Ognuno aveva le sue particolarità: Farinelli l'intelligenza, la nobiltà dell'interpretazione e l'estensione immensa della voce; Caffarelli il temperamento tempestoso, la tecnica perfetta e la leggerezza nel registro sopranile; Salimbeni il legato e l'espressività nelle arie lente».

Qual è l'aria più difficile del suo concerto torinese?
«Tutte! Questo programma richiede molta energia, forza fisica e soprattutto espressività. Sicuramente il più impegnativo che abbia mai cantato. Le arie più difficili però non sono tanto quelle virtuose ma quelle lente, dove l'emozione è profondissima ma occorre un totale controllo dal punto di vista della tecnica vocale».

L'aria più bella?
«Sono fiera delle arie di Porpora che ho trovato: in questi brani si riscontrano gli aspetti più significativi del tardo Barocco, dal patetico al lirico, dal virtuoso all'impressionante. Un'aria come «Nobil onda» è ricchissima e piena d'effetto, «Parto» invece è patetica e di una grandissima profondità. Porpora era un grande compositore».

Ha altri ricordi torinesi? Quel «Lascia ch'io pianga» che ha cantato al Regio nel 1998... Le piace questa città?
«Certo, mi ricordo la bella serata col Trionfo del tempo e del disinganno di Haendel diretto da Harnoncourt! Devo ammettere che purtroppo non conosco Torino molto bene, ma mi era sembrata bella, allegra, piena di giovani, un'atmosfera molto particolare. E mi ricordo molto, ma molto bene i cuneesi al rhum e i gianduiotti. Sono sicura che nella città della cioccolata ci sono tante altre cose buone che non conosco e che vorrei provare.»




venerdì 24 settembre
Auditorium del Lingotto
ore 21
Il Giardino Armonico
Giovanni Antonini
direttore
Cecilia Bartoli
mezzosoprano

SACRIFICIUM
LA SCUOLA
DEI CASTRATI

Musiche di Porpora, Leo,
Caldara, Vinci, Haendel

MITO INCONTRI
giovedì 9 settembre
Museo d’Arte Orientale
ore 15
TRADIZIONI MUSICALI
DI TURCHIA

con
Giovanni De Zorzi
Daniele Sestili

mercoledì 15 settembre
Circolo dei Lettori - ore 17
HELMUT LACHENMANN
WOLFGANG RIHM

con
Helmut Lachenmann
Wolfgang Rihm
Enzo Restagno
Martin Kaltenecker
Wolfgang Schreiber

sabato 18 settembre
Teatro Vittoria - ore 11
MUSICA PER PIANOFORTE
NEGLI STATI UNITI

con
Emanuele Arciuli
Enzo Restagno

ingresso gratuito