settembre 2010

mitosettembremusica


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Intervista

Lachenmann e Rihm

Un incontro all'insegna della contemporaneità

di Alberto Bosco

Teatro RegioChiamati a rappresentare la Germania musicale contemporanea, Helmut Lachenmann e Wolfgang Rihm appartengono a due generazioni diverse. Il primo (nato nel 1935) condivide le posizioni estetiche delle avanguardie del Dopoguerra e ha sviluppato il suo stile nel radicale ripensamento delle convenzioni linguistiche su cui si basa la comunicazione in musica. Il secondo (nato nel 1952) ha cercato di conservare l’autenticità del discorso musicale pur senza rinnegare la tradizione musicale europea. Li abbiamo incontrati per un’intervista lampo da cui emergono già chiaramente le differenze che li separano, differenze che animeranno i numerosi concerti a loro dedicati da MITO SettembreMusica.

Qual è a suo parere il ruolo del compositore (e di conseguenza il posto della musica) nella società contemporanea?
Lachenmann: «Ecco il ruolo di un compositore in una società dei consumi: aprire in tutte le direzioni le orecchie manipolate, i pensieri amministrati, i sentimenti standardizzati, l’orizzonte estetico limitato dai tabù. Aprire l’orizzonte in tutti i sensi possibili (e quindi anche il proprio orizzonte) e in questo modo offrire sempre e nuovamente un esempio di libertà consapevole».
Rihm: «Il ruolo del compositore nella società è immutato: egli deve possibilmente scrivere buona musica. Poi quale posto la società accordi a questa musica questo dipende di volta in volta dai condizionamenti esterni che informano la comunità».

C’è un compositore del Novecento che è stato un esempio per lei? Come ciò ha influenzato la sua musica?
L: «Ne posso citare addirittura tre: Arnold Schoenberg, Luigi Nono e Karlheinz Stockhausen. Di loro apprezzo il fatto che furono compositori innovativi, radicali (ognuno a suo modo) e soprattutto artisti che non cedevano mai a compromessi».
R: «Potrei dire Debussy, ad esempio. La sua libertà e la sua testardaggine nel perseguire la propria strada sono una grande fonte di ispirazione».

Qual è il suo rapporto con l’Italia e la musica italiana?
L: «Il mio rapporto con i compositori di qualsiasi provenienza è sempre pieno di rispetto, di considerazione e di curiosità, come in tutti i casi in cui sono chiamato a confrontarmi con la musica altrui. Ma, per tornare alla domanda, ammetto di essere in difficoltà: come definire la “musica italiana” e chi scriverebbe “musica italiana”? Ennio Morricone, Franco Donatoni, Giacomo Manzoni, oppure Giacinto Scelsi?
Io neanche so che cosa si potrebbe definire come “musica tedesca”! Devo dire che non condivido tali etichettature e incasellamenti».
R: «Amo l’Italia e la sua cultura così tanto che quando mi giungono le notizie allarmanti sulla crescente astinenza culturale del vostro paese e sull’ignoranza di chi è chiamato a prendere le decisioni in materia di arte cado nello sconforto più nero. Anche a questo tipo di condizionamenti mi riferivo nella mia prima risposta».

Se dovesse essere ricordato per uno solo dei suoi lavori riuscirebbe a sceglierne uno?
L: «Impossibile per me rispondere. Sono tutti figli miei».
R: «Anch’io avrei difficoltà a scegliere. Cerco per quanto è possibile di voltare pagina a ogni opera, così ogni lavoro rappresenta un nuovo inizio».

(A Lachenmann) Come descriverebbe la musica di Rihm?
«Non mi sento di descriverla così in due parole. Ne ho un profondo rispetto, considerazione e curiosità. Ogni nota – malgrado tante note e una fertilità incredibile – è segnata da un’espressione e da un’intensità autentica e insostituibile».

(A Rihm) Come descriverebbe la musica di Lachenmann?
«Premesso che la musica non si può “descrivere”, per questo è infatti musica, posso solo dire questo: non riesco più a immaginare la mia vita senza la presenza della musica di Helmut»




mercoledì 15 settembre
Circolo dei Lettori
ore 17
Incontro
con
Helmut Lachenmann
e Wolfgang Rihm

giovedì 16 settembre
Politecnico, Aula Magna ore 17
Günther Lebbing
Tom Pauwels
chitarre

venerdì 17 settembre
Piccolo Regio Puccini
ore 17
mdi ensemble

Auditorium Rai
Arturo Toscanini
ore 21
Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai

Matthias Hermann
direttore
Jörg Widmann
clarinetto
Quartetto Danel

sabato 18 settembre
Chiesa di San Filippo
ore 16
Quartetto Arditti
Hilliard Ensemble

lunedì 20 settembre
Sermig, Auditorium
Giorgio La Pira
ore 21
Orquesta de la Comunidad de Madrid
José Ramón Encinar
direttore
Arne Deforce
violoncello

martedì 21 settembre
Teatro Astra
ore 17
Ensemble Modern
Helmut Lachenmann
voce recitante