settembre 2010

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Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai:
al servizio di radio e tv

Teatro RegioLocale e nazionale insieme, seria senza essere seriosa, capace di innovare e rispettosa della propria tradizione. E, soprattutto, aperta alla comunicazione nel senso più ampio del termine. È quello che deve saper essere l’orchestra sinfonica di un grande ente pubblico radiotelevisivo come la Rai: molte cose insieme. Perché come orchestra che risiede in una città e in un territorio è tenuta a dare al suo pubblico una stagione che sia ricca di proposte musicali, con direttori e solisti di assoluto rilievo, ma come orchestra del servizio pubblico è chiamata anche ad avere una funzione “educativa” nei confronti della musica – classica o contemporanea – e a essere strumento di divulgazione attraverso i media vecchi e nuovi. È quanto accade, ad esempio, nel rapporto strettissimo – e molto apprezzato dal pubblico – tra l’Orchestra Rai e Radio3 che propone in diretta tutti i concerti della stagione e alcuni appuntamenti speciali. Ma è quanto accade anche nella scelta di trasmettere gratuitamente in live streaming, sul web, l’intera stagione: era cominciato come un esperimento, è diventato una consuetudine con un pubblico fedele.
Ed è capitato che più di un direttore d’orchestra ospite abbia chiesto l’indirizzo web per poter far assistere al concerto fan o familiari, magari a migliaia di chilometri di distanza.
Anche nel rapporto con la tv qualcosa sta cambiando: al di là della presenza su una rete generalista come Rai3 che trasmette molti concerti dell’Orchestra
Rai, e di prossimi grandi eventi come il Rigoletto da Mantova su Rai1, il digitale terrestre offre ora nuove possibilità di ascolto e visione della musica, e favorisce la nascita di uno “specifico” televisivo nella ripresa dell’evento musicale. Chi abbia seguito, per esempio, i concerti proposti in tv da La musica di Rai3, avrà certamente colto alcune novità, a partire dalla diversa illuminazione dell’Auditorium Toscanini in occasione delle riprese. Avrà notato anche le inquadrature più movimentate e ricche di prospettive inusuali grazie all’impiego della camera a spalla – capace di entrare nell’orchestra in modo più dettagliato – o del braccio, in grado di proporre punti di vista inusuali.
Né saranno sfuggiti l’impaginazione grafica, con una cornice in cui sono sempre richiamati l’autore e l’opera, e il multiscreen, che può offrire più inquadrature contemporaneamente.
Queste modalità sono state applicate anche nella ripresa televisiva del concerto tutto beethoveniano del 2 giugno da piazza San Carlo a Torino, in occasione della Festa della Repubblica. Trasmesso in diretta sul canale digitale terrestre Rai Storia, il concerto è stato seguito da ottantacinquemila spettatori, contro una media – nella stessa fascia oraria – di quarantamila persone. Un cento per cento in più, di colpo: significa aver imboccato la strada verso nuovi linguaggi e nuove platee. Il che, tra l’altro, risponde anche alla missione educativa di un’orchestra come quella della Rai.
E, per restare alla funzione educativa e alla presenza dell’Orchestra su Rai3, va ricordato il successo crescente del Gran Concerto, il format spagnolo portato in Italia da Raffaella Carrà e Sergio Japino per avvicinare i bambini – anch’essi protagonisti del programma condotto da Alessandro Greco all’Auditorium Rai – alla musica classica, alla conoscenza dell’orchestra, dei suoi strumenti e del suo repertorio. Giunta alla terza edizione, e di prossima trasmissione, la versione italiana del Concertazo – come si chiamava originariamente in Spagna il programma – ha suscitato anche l’interesse di un’importante rete televisiva americana.
Fin qui il presente televisivo. Il futuro riserva invece all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai – ancora una volta presente su Rai3 – il concerto inaugurale del Prix Italia che celebra, per il secondo anno consecutivo a Torino, la sua 62ª edizione. Per l’occasione, mercoledì 22 settembre, all’Auditorium Arturo Toscanini, l’Orchestra diretta da sir Andrew Davis eseguirà musiche di Rossini, Stravinskij, Debussy e Paganini, con la presenza del violinista Nemanja Radulovic.
Ma è su Rai1, il 4 e 5 settembre, l’appuntamento forse più spettacolare e tecnologicamente impegnativo dell’Orchestra Rai: il Rigoletto in diretta mondovisione da Mantova, ideato e prodotto da Andrea Andermann.
Il genere è quello dell’opera in tv sul modello di Tosca nei luoghi e nelle ore di Tosca (1992) e di Traviata à Paris (2000), che già vide protagonista l’Osn Rai diretta da Zubin Mehta, con Eteri Gvazava, José Cura e Rolando Panerai. In questo Rigoletto il cast canoro avrà come protagonisti Placido Domingo, che dopo il Boccanegra scaligero torna a un ruolo baritonale, Vittorio Grigolo (Duca) e Olga Peretyatko (Gilda). Sul podio ancora una volta Mehta, con la regia di Marco Bellocchio. Altra firma illustre quella di Vittorio Storaro che ne cura la fotografia.
Una vera e propria impresa: basti pensare che il suono dell’Orchestra, fisicamente distante dalla scena in cui si trovano i cantanti, sarà “trasportato” istantaneamente sul set – ad esempio un salone del Palazzo Ducale di Mantova – e altrettanto istantaneamente mixato con le voci e riaccoppiato alle immagini. Sempre per aiutare a fissare ordini di grandezza, Traviata à Paris prevedeva l’impiego di cinque regie mobili digitali video, di cinque regie audio e di quattro stazioni satellitari. Si tratta di numeri che danno l’idea di una macchina produttiva tecnologicamente impressionante e straordinaria, finalizzata non solo al prodotto televisivo ma anche alla sua successiva distribuzione, per continuare a renderlo fruibile nel tempo.
Non a caso, si dirà, produzioni così se ne fanno una ogni dieci anni: un tempo necessario per l’ideazione, la produzione, la ricerca tecnologica. Come se ogni volta fossimo davanti a un prototipo, le cui innovazioni finiranno per contaminare altri generi, altre tecniche di ripresa, altri modi di “fare” la tv. Una televisione in cui la Rai – come servizio pubblico e anche con un “prodotto”, Rigoletto, – percorre la strada della sperimentazione con un obiettivo preciso: sperimentare tutto ciò che oggi la tecnologia fornisce per mettere e rimettere in circolazione quanto di meglio la nostra civiltà ha saputo creare nei secoli. (n.p.)




CONCERTI FUORI SEDE

giovedì 23 settembre
Besançon
Théâtre Musical
ore 20
62e Festival International de Musique
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

sir Andrew Davis
direttore
Chloë Hanslip
violino
Musiche di Rossini, Stravinkij, Jarrell, Debussy

venerdì 24 settembre
Aix-les-Bains
Centro Congressi
ore 20.30
Festival Nuits Romantiques du Lac du Bourget
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
sir Andrew Davis
direttore
Nemanja Radulovic violino
PAGANINI ET
L’ÂME ITALIENNE

Musiche di Rossini, Stravinkij, Paganini, Debussy