Laudes Paschales. Insopprimibile desiderio di spiritualità

Laudes Paschales… Un appuntamento fisso per il pubblico torinese, atteso e molto seguito. Realizzato dal Coordinamento delle Associazioni Musicali di Torino, conta ormai una quindicina di edizioni. Undici giorni di concerti a ingresso gratuito – dal 9 al 19 aprile – nelle chiese torinesi delle Confraternite e nel Duomo introducono il momento centrale della cristianità, la Pasqua.
Ma non si tratta solo di musica liturgica; per la ricca e particolare proposta di capolavori del repertorio vocale e strumentale, dal passato ai giorni nostri, le Laudes Paschales si propongono come una parentesi di pace e di spiritualità, un invito alla meditazione e al raccoglimento, un’occasione di intima riflessione su temi universali come la vita, la morte, la sofferenza.

Voce e canto, innanzitutto: canto solistico e collettivo, ma anche canto senza parole, ossia quello che affida allo strumento monodico il compito di portare il messaggio di preghiera; al violoncello, per esempio – insieme al suo antico parente, la viola da gamba – che, per la sua espressività, è considerato lo strumento che più si avvicina alla cantabilità umana. Non a caso quest’anno lo vediamo protagonista in più occasioni, a cominciare dal 10 aprile nella Chiesa di San Rocco, dove i “commentari” (Trasfigurazioni e Passaggi) di Giulio Castagnoli per viola da gamba e violoncello (in prima assoluta nel concerto dell’Associazione Resonare e Compositori Associati), basati sulla Sequenza monodica dello Stabat Mater gregoriano, guidano l’ascoltatore verso una «trasfigurazione spirituale mediante il suono», interpolando le varie fasi della stessa Sequenza musicata da Scarlatti.

Nel concerto del 12 aprile dell’Associazione Ensemble Xenia presso la chiesa della SS. Annunziata i violoncelli di Claudio Pasceri e dell’Ensemble Piero della Francesca, saranno protagonisti di pagine di Johann Sebastian Bach che comunicano attraverso il tempo con quelle di Gubajdulina, Petrassi, Villa-Lobos e Sciarrino.

Francesco Rognoni, virtuoso di viola da gamba e maestro di cappella di Sant’Ambrogio a Milano, in un suo trattato raccomandava di «imitare la voce umana» con questo strumento; potremo ascoltarne un esempio nel concerto dedicato ai Maestri di Cappella del Duomo di Milano nel XVII secolo il 17 aprile nella chiesa dello Spirito Santo, con il Coro dell’Accademia del Santo Spirito diretto da Pietro Mussino.

Delle cinque Sequenze gregoriane sopravvissute al Concilio di Trento (1545-1563), due venivano cantate nel periodo pasquale: una di esse è ricordata parzialmente nel titolo di questa Rassegna (Victimae Paschali Laudes, ossia «canti di lode alla vittima pasquale») l’altra, lo Stabat Mater (che vede il fedele partecipare alla Passione di Cristo attraverso il dolore di Maria ai piedi della croce) ne è il fulcro. Il testo, del XIII secolo, attribuito a Jacopone da Todi, è stato musicato dai più illustri compositori, alcuni dei quali presenti nella Rassegna: oltre al già citato esempio scarlattiano, il 13 aprile nella chiesa della Misericordia sarà infatti possibile ascoltare lo Stabat Mater musicato da Vivaldi proposto dall’Associazione Mythos con l’Orchestra d’archi Sibelius di Rapallo, accanto a un estratto dalle celebri Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce di Haydn e a musica per archi di Vivaldi e di Mozart.

Il celeberrimo Stabat Mater musicato da Pergolesi sarà invece eseguito il 16 aprile nella Cappella dei Mercanti, a cura di INCAMTO e dell’Associazione Schubert. Parti dello stesso Stabat Mater pergolesiano e di quello rossiniano verranno proposte (insieme a estratti di capolavori quali il Requiem di Mozart e la Petite Messe Solennelle di Rossini) in una particolare versione con pianoforte a quattro mani il 18 aprile nella chiesa di San Domenico, da parte dell’Associazione MusicaeArtisti e dell’Associazione Preludio Ensemble, con il Coro polifonico Astense.

Ma la versione più originale è quella “a tutto tondo”, a 360 gradi, proposta dal Faber Teater “per sei voci e un Duomo” (eseguita in apertura della rassegna il 9 aprile nella chiesa Santi Martiri e replicata il 15 aprile nella Cappella della Sindone): l’attenzione riservata già nell’antichità alla comprensività del testo della liturgia da parte dei fedeli, in stretta connessione con lo spazio architettonico, viene esaltata nella composizione di Antonella Talamonti, in cui il movimento degli attori e l’acustica della chiesa diventano parte integrante del brano.

Al fine di un sempre maggior coinvolgimento emotivo dei fedeli – in sintonia con l’operato benefico nei confronti del popolo che caratterizzava le Confraternite – canti di lode, lettura di passi biblici, preghiere, sermoni, acquisirono nel XVII e XVIII secolo una struttura drammaturgica ben definita, confluendo nell’oratorio, genere che l’Accademia dei Solinghi propone quest’anno con Giuditta di Benedetto Marcello in forma semi-scenica (il 14 aprile nel Duomo).

Il già citato tema della trasfigurazione compare anche nel «Concerto spirituale in tre parti – Das Himmlische Leben» del Fiarì Ensemble l’11 aprile nella Real chiesa di San Lorenzo; la Trasfigurazione è qui l’ultima tappa di un percorso spirituale che, toccando l’Annunciazione e la Passione attraverso Biber, Monteverdi, Purcell e Bach, giunge alla «pace dolcissima» dell’ultimo tempo della Quarta Sinfonia di Mahler.

La rassegna Laudes Paschales si conclude il 19 aprile nella chiesa del SS. Sudario con un concerto (dell’Associazione Pietro Canonica e di Rive Gauche Concerti) che vede protagonisti il soprano Laura Lanfranchi e il Duo Vieuxtemps nella prima parte e il Coro lirico Ponchielli Vertova di Cremona nella seconda. Tra i numerosi autori in programma (dal Barocco al Novecento) spiccano il celebre Panis Angelicus di César Frank e l’Ave Verum Corpus, quel raffinato gioiello mozartiano che, al termine della Rassegna, giungerà a unire l’umano al divino.

Scarica qui il programma completo della manifestazione.

Donatella Meneghini