Energici, poetici, accattivanti. Ecco a voi i “Fiati all’opera”!
Intervista a Fany Maselli

Con il concerto “Fiati all’opera” la De Sono porta sul palcoscenico del Conservatorio (martedì 3 marzo, ore 20.30) un ensemble di borsisti ed ex borsisti dell’Associazione creato ad hoc, in cui è rappresentata tutta la gamma degli strumenti a fiato, con legni e ottoni.
Ne abbiamo parlato con l’ideatrice del progetto, la fagottista Fany Maselli, ex borsista De Sono attualmente in forza all’Orchestre de Chambre de Paris, che ha militato in alcune delle più prestigiose orchestre europee, dai Berliner Philharmoniker alla London Symphony, dalla Chamber Orchestra of Europe alla Mahler Chamber Orchestra.

Fany Maselli, lei oggi è una concertista affermata e una docente al Conservatorio di Parigi, ma è nata e ha studiato a Torino. Com’è iniziata la sua vita all’estero?
«Tutto è iniziato nel 1998, dopo il diploma al Conservatorio di Torino, quando mi è stata assegnata la borsa di studio dalla De Sono, che mi ha permesso di entrare nella classe di Milan Turković presso la Hochschule für Musik di Vienna. Non c’è dubbio che il sostegno finanziario sia stato un aiuto preziosissimo per poter proseguire gli studi all’estero, ma per me l’Associazione De Sono rappresenta qualcosa di più!»

Infatti ha mantenuto i rapporti con l’Associazione anche dopo il periodo di formazione, non è vero?
«Sì, sono sempre rimasta in contatto con la signora Camerana e con Carlo Bertola, che è stato il mio insegnante di musica da camera in Conservatorio per molti anni. Loro hanno seguito tutto il mio percorso musicale e ora hanno conosciuto e visto crescere i miei bambini! La De Sono per me non è solo un’associazione: è un progetto umano, una grande famiglia che cresce e contribuisce ad aiutare nuovi giovani talenti. Poter suonare nell’orchestra in occasione del concerto per i trent’anni della De Sono è stata per me una vera emozione!»

Il concerto di marzo “mette in scena” un programma dedicato esclusivamente agli strumenti a fiato. Com’è nata l’idea?
«L’intenzione era quella di mettere in evidenza i fiati, strumenti che spesso non sono protagonisti delle rassegne musicali. Il concerto “Fiati all’opera” è dunque un’ottima occasione per mostrare le qualità espressive, l’abilità tecnica e il virtuosismo di chi suona questi strumenti, spaziando nei repertori e tenendo come filo conduttore il lirismo. In programma ci saranno infatti l’ouverture dal Flauto magico di Mozart e la suite della Carmen di Bizet (e poi anche Gershwin…). Ma non ci limitiamo al teatro, perché anche nella musica di Jean Françaix, e ancor più in quella di Poulenc, i temi offrono numerose occasioni liriche e poetiche!»

Come descriverebbe il concerto?
«Energico, poetico, accattivante. Tutti gli ingredienti per passare un bel momento musicale insieme!»

Elia Colombotto