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dicembre 2000
gli argomenti del mese
Scoprire la musica classica?
di Nicola Campogrande

 

Fantasia




Fantasia




Fantasia

Dicono: Fantasia mi ha fatto scoprire la musica classica. Secondo me si sbagliano. Perché l'ascolto della musica, senza le immagini di Disney, è tutta un'altra cosa; e anche la musica classica in sé, a farci caso, non è quella di "zio Walt" e nemmeno quella del nipote Roy, che ora ha prodotto Fantasia 2000. È un'altra cosa, né più bella, né più brutta. Diversa. Quello che si scopriva negli anni Quaranta era il suono della musica classica. Meglio: un certo suono, reinventato da Stokowski, il direttore che curò la colonna sonora di Fantasia e che fece in modo di far suonare qualunque partitura come se fosse "la" musica classica che allora trionfava in sala da concerto: se si doveva animare una sequenza sulla Toccata e fuga di Bach, per dire, era meglio schierare una trascrizione per grande orchestra tardoromantica piuttosto che sbattere addosso alla gente dieci minuti di organo. Le accademie borbottavano, si diceva che quella era musica di Bakowski, ma, insomma, l'operazione aveva un suo senso. Che però era quello di far familiarizzare con quel "suono", non con quella musica. Non è esattamente la stessa cosa. E quando in Fantasia 2000 oggi ci dicono che ci fanno ascoltare la Quinta sinfonia di Beethoven ci stanno ugualmente fregando: intanto quello è il primo movimento della sinfonia, e nel 2000 fatto di cd accessibili in edicola a poche lire e mp3 selvaggi non si può più pensare di essere pressapochisti su cose del genere. Ma poi il fatto è che in realtà quello non è nemmeno il primo movimento della Sinfonia: è un suo Bignami, un simpatico riassunto di due minuti e cinquantuno secondi, meno della metà del tempo reale. E allora, di nuovo, quel che si può scoprire è che il sound di una pagina di Beethoven è diverso da quello di un album di Sting, ma si rimane estranei a molto di ciò che quella partitura avrebbe da farci ascoltare: il suo respiro lungo, lo sviluppo della forma, la necessità di un tempo preciso per equilibrare il tutto. No, noi ascoltiamo un Beethoven che dura - non a caso - come una canzone, mentre sullo schermo scorre un'animazione astratta. Stiamo scoprendo la musica classica? Poi in Fantasia 2000 arrivano i Pini di Roma di Respighi, che si distendono tranquilli per più di dieci minuti. Ma, "genialmente", i disegnatori Disney non ci propongono banali scene di viali alberati nella città eterna: lì si tratta di seguire la storia di alcune balene, sospese tra il cartone animato e la realtà virtuale con un effetto che personalmente trovo pasticciato; e, persi tra i voli surreali degli animali, dovremmo anche accorgerci che fanno ascoltare Respighi. Stiamo scoprendo la musica classica? Quando ci fanno vedere la storia del soldatino di stagno, una storia complessa, affascinante, ricca, e intanto l'orchestra suona il Secondo concerto per pianoforte di Sostakovic abbiamo davvero tempo e testa per renderci conto dell'eccezionalità della colonna sonora? Oppure, in fondo, il lavoro di un qualsiasi mestierante di Hollywood, uno di quelli che confezionano le loro partiture rubacchiando qua e là tra i capolavori del grande repertorio, avrebbe fatto lo stesso effetto? E il finale, con L'uccello di fuoco che diventa una sorta di seguito della Sagra della primavera? È un'esibizione di virtuosismo riuscire a far stare sopra la musica una vicenda che ha ben poco a che vedere con la trama del balletto di Stravinskij, oppure - visto che l'intento divulgativo è dichiarato - si sta raccontando al mondo la storia sbagliata. Ancora una volta: stiamo scoprendo la musica classica? È più riuscito il numero sulla Rapsodia in blu di Gershwin: hanno azzeccato il rapporto tra la storia disegnata e l'astrattezza della partitura ma, anche qui, si "scopre" qualcosa? No, ci si gode la celebrazione delle caricature di Al Hirschfeld con una colonna sonora d'eccezione: io metterei il tutto nella categoria del raffinato divertimento intellettuale. Per parlare di contemporaneità e cartoni animati che abbiano a che fare con il presente e di aggiornamento ("zio Walt" voleva produrre una Fantasia ogni cinque anni...) bisogna andare a vedere altre cose. Toy Story, ad esempio, è un cartone animato del 2000, nel segno e nella progettazione; quest'altro è una lucidatura dell'argenteria di famiglia. Rimane la questione dell'ascoltare vedendo altro. O della traduzione in "ascoltare disegnando" che due generazioni di insegnanti volonterose ci hanno propinato. Siamo sicuri che sia una pratica che ha a che fare con ciò che normalmente chiamiamo "ascolto della musica"? La musica è fatta di strutture e di emozioni: le prime sono difficili da cogliere, le seconde difficilissime da disegnare. E allora che cosa va a finire sullo schermo o sui nostri album Fabriano? Solo l'aspetto esteriore di un brano, un particolare ritmico, la possibilità di associarlo a una storia. Certo, si continua a familiarizzare con il sound della musica classica. Ma ascoltarla, abbiate pazienza, è un'altra cosa.
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FANTASIA del 1940
Bach Toccata con fuga in re minore BWV 565
Tcajkovskij Lo schiaccianoci, suite dal balletto op. 71a
Dukas L'apprenti sorcier, scherzo sinfonico
Stravinskij Le sacre du printemps, quadri della Russia pagana in 2 parti Beethoven Sinfonia n. 6 in fa maggiore (Pastorale)
Ponchielli La Gioconda, Danza delle ore Musorgskij Una notte sul Monte Calvo (rielaborazione di Rimskij-Korsakov) Schubert Ave Maria
Arrangiamenti e direzione di Leopold Stokowski Philadelphia Symphony Orchestra
Collaborazione di George Balanchine