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Roberto
Rossi, una delle due prime trombe dell'Orchestra Sinfonica Nazionale
della RAI, incarna nel modo migliore l'essenza cosmopolita del complesso,
formato da musicisti che provengono da tutta Italia e che approdano
qui dopo aver maturato svariate esperienze. Ha studiato a Ferrara
e a Fiesole, ha fatto parte delle Orchestre del Maggio Fiorentino,
della Fenice, della RAI di Torino e dell'Orchestra "Haydn"
di Bolzano, quindi ha vinto il concorso di prima tromba ai Pomeriggi
Musicali di Milano e alla Regionale Toscana. Ha insegnato all'Istituto
Musicale "Donizetti" di Bergamo e continua a collaborare
con la Filarmonica della Scala.
Chi
ha scelto il Concerto di Haydn; tu o il direttore artistico?
"Il
suggerimento è venuto dal professor Spini. D'altronde si
tratta del concerto più rappresentativo e "nobile"
del nostro repertorio, l'unico scritto da un grande classico e il
più importante fino all'inizio del XX secolo. L'Ottocento
ha ignorato le potenzialità solistiche della tromba, ha preferito
esaltarne le sfumature timbriche all'interno dell'orchestra dedicandole
tantissimi assolo. All'interno di un programma tutto settecentesco
era una scelta quasi inevitabile che mi ha trovato d'accordo".
Che
tipo di strumento impiegherai, antico o moderno?
"Haydn
ha scritto il suo Concerto nel 1796 per il virtuoso viennese Anton
Weidinger, che aveva inventato una sorta di "tromba organizzata"
dotata di cinque o sei fori coperti da tappi di feltro, chiudendo
o aprendo i quali era possibile suonare tutte le note cromatiche
fra quelle naturali. Nonostante questo progresso tecnico, Weidinger
sperimentò l'attrezzo per quattro anni prima di proporre
al pubblico il Concerto. Era comunque uno strumento privo di cilindri
o pistoni, con tutto ciò che ne consegue sul fronte dell'agilità
esecutiva e della pulizia nell'emissione. Io impiegherò una
tromba moderna in mi bemolle, diversissima da quella di Weidinger
anche se "tagliata" nella stessa tonalità".
Che
differenza c'è tra suonare un assolo insidioso, come quello
dei Quadri da un'esposizione, ed eseguire un concerto da capo in
fondo? Cambia il rapporto con i colleghi?
"Un
assolo può presentare difficoltà tecniche superiori,
ma è comunque uno sforzo limitato nel tempo. La tenuta di
un concerto è più difficile sul piano della concentrazione
e soprattutto della coerenza stilistica. Nel caso di Haydn, come
di tutti gli autori classici, l'attenzione allo stile e al fraseggio
non è mai abbastanza. Suonare con i colleghi è una
grande gioia, ma si sa che giudicheranno con orecchi attenti e intransigenti.
L'esecuzione inizia già durante le prove: non c'è
pubblico più critico e competente dei colleghi che ti ascoltano
conoscendo le tue qualità ma anche i tuoi limiti. Spero che
al momento di salire sul palco prevalga la gioia del far musica
insieme sulle piccole ma inevitabili tensioni che costituiscono
il sale di una esecuzione live". (f.f.)
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| NAVIGARE
IN MUSICA |
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Il
sito dell'orchestra Haydn di Bolzano. |
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Joseph
Haydn e il concerto per tomba (in inglese). |
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Il
concerto per tromba di Joseph Haydn |
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| CALENDARIO
SETTIMANALE |
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1
/9 dicembre |
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10
/16 dicembre |
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17
/23 dicembre |
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24/31
dicembre |
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