|
|
In
altri tempi si sarebbe definito un artista eclettico ma è un
termine che non gli piace, "Sa di furbo", dice; preferisce
dichiararsi un curioso. La musica che compone spazia dal romantico
all'atonale alle musiche yiddish e per quanto riguarda i gusti musicali
lui stesso li definisce schizofrenici. Ha fondato insieme ad altri
"onnivori" l'Ensemble Sentieri Selvaggi; suona il
pianoforte e molti strumenti a percussione, dirige, scrive articoli,
saggi e l'anno scorso ha pubblicato per Einaudi Musica Clestis,
un libro e un cd che sono diventati presto un best seller, portando
nelle case di quindicimila persone le parole e la musica di undici
compositori di oggi.
Tra
tutte queste attività ce n'è una che preferisci?
"Sicuramente
la mia ragion d'essere è la composizione: non potrei vivere
senza, ma non posso vivere senza fare anche il resto; ovviamente
non scrivo o dirigo solo per denaro, ma avendo scelto di non insegnare
- che è una delle attività cui si è dedicata
la maggior parte dei miei colleghi - devo pur esercitare qualche
mestiere, e questi mi sembrano i più interessanti".
Come
definiresti la tua musica?
"Io
non ho uno stile, ho molti stili, ognuno legato al momento in cui
compongo. Lo stile non mi interessa, né mi interessa creare
una scuola; chi si preoccupa molto della forma, dello stile, scrive
solo per i posteri; io scrivo per l'oggi, ogni brano vale in quel
momento. Cerco di riunire musiche diverse, di usare tutti i linguaggi
che in quel momento mi interessano, di riannodarne i fili comuni.
D'altra parte anche la musica che mi piace appartiene a quelli che
verrebbero definiti generi diversi, non so, per esempio Stockhausen
e la musica africana ".
L'ultima
volta che sei salito sul palcoscenico del Piccolo Regio hai reso
omaggio a John Cage, uno dei padri dell'avanguardia, con uno spettacolo
che ha messo in luce anche le tue qualità di showman; come
sarà Il vento dell'orologio?
"Per
quanto mi riguarda sarà soprattutto l'occasione di ascoltare
alcune cose che ho scritto negli ultimi dieci anni; tra l'altro
alcuni brani non ho mai avuto occasione di sentirli. Sarà
come guardare un album di fotografie: ci sono pezzi che come vecchi
amici non ho più frequentato, altri che continuano a essermi
vicini"
|
| NAVIGARE
IN MUSICA |
 |
Carlo
Boccadoro, breve biografia e catalogo delle opere. |
 |
Carlo
Boccadoro, le opere |
 |
| CALENDARIO
SETTIMANALE |
 |
1
/9 dicembre |
 |
10
/16 dicembre |
 |
17
/23 dicembre |
 |
24/31
dicembre |
|
UN
MESE DI PRESENTAZIONI EDITORIALI
Il mese di dicembre vede la presentazione di alcune novità editoriali
della scuola musicologica piemontese. Nell'ambito dei Mercoledì del
Piccolo, il 13 alle ore 17.30 verranno illustrati Haydn
(Il Mulino, Bologna 1999) di Andrea Lanza, insigne studioso del periodo
classico, direttore della Biblioteca del Conservatorio "G. Verdi"
di Torino; Il sogno di Pan.
Saggio su Debussy (Il Melangolo, Genova 2000) del giovane
acquese Paolo Repetto; Paesaggi dell'anima.
I Lieder di Hugo Wolf (Dell'Orso, Alessandria 2000)
della musicologa casalese Elisabetta Fava. Al termine degli interventi
moderati da Arturo Sacchetti il pianista Mario Delli Ponti e la soprano
Elena Comotti eseguiranno brani di Haydn, Debussy e Wolf. Venerdì
15, sempre alle 17.30, tocca invece a L'Europa
del melodramma. Da Calzabigi a Rossini (Dell'Orso,
Alessandria 2000) di Paolo Gallarati, critico musicale de "La Stampa"
e professore di Storia del melodramma all'Università di Torino. Insieme
a lui intervengono Piero Ferrero e Giorgio Pestelli. |