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dicembre 2000
teatro regio torino
INTERVISTA - Claudio Marino Moretti: l'arte di educare le voci
di Savina Neirotti

 

 

Claudio Marino Moretti

Claudio Marino Moretti dirige il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio "G. Verdi" di Torino.
Innanzitutto, maestro, quali voci si definiscono bianche?
"Sono bianche le voci sia maschili che femminili prima dello sviluppo. Nel periodo che va dall'infanzia più o meno alla fine delle elementari le voci non hanno le connotazioni di soprano, mezzosoprano, contralto e tenore, ma sono definite, generalmente, "bianche". Le voci bianche si distinguono tra loro per il colore, e possono essere leggermente più acute o più gravi, ma le distinzioni finiscono lì. Non si può dire con precisione quando la voce si trasforma, dipende dallo sviluppo del bambino e della bambina in questione, e può accadere in due o tre mesi o nell'arco di un anno. Nonostante la tradizione preveda che i cori di voci bianche siano composti da maschietti, in realtà sono proprio loro a essere più problematici: quando la voce muta la laringe si quadruplica e il bambino può velocemente diventare un basso! Questo significa non poter mai contare sulle voci dei bambini che vanno dagli undici ai quattordici anni, e dover avere un bacino enorme su cui fare affidamento. Nel caso delle bambine la trasformazione è meno drastica, la laringe semplicemente si duplica, e una bambina può gradualmente transitare verso una voce di soprano".

Quanti bambini fanno parte del Coro e come vengono selezionati?
Il Coro vero e proprio è formato da una quarantina di bambini. Ogni anno a giugno si tiene una pre-audizione a cui partecipano più o meno un centinaio di bambini, contattati attraverso le scuole elementari dalla terza in poi. Ai bimbi viene chiesto di cantare una cosa qualsiasi e io cerco di prestare attenzione al colore della voce e alla facilità naturale che dimostrano nell'imitare quello che chiedo. Normalmente ne vengono selezionati una ventina, che per un anno partecipano a un corso di preparazione che si tiene due volte alla settimana, anche per testare il loro entusiasmo e la loro resistenza. Sarebbe bello che fossero di più, ma oggi i bambini non sono abituati a cantare, a volte non hanno in mente neanche una canzone. Comunque, al termine di questo anno c'è una ulteriore selezione per entrare nel Coro".

Come vengono inseriti nel Coro e come si svolgono le prove?
"Quando arrivano nel Coro iniziano da subito a provare quello che è in programma; non dimentichiamoci che si tratta del Coro del Teatro, e che le lezioni sono gratuite, quindi abbiamo le nostre funzioni da assolvere. Il repertorio viene studiato separatamente, e ogni tanto, quando si riesce, si fanno anche delle lezioni individuali. Per il resto il Coro prova tutti i martedì e il sabato dalle due alle quattro di pomeriggio e la frequenza è obbligatoria. Iniziamo con venti minuti di vocalizzi, cercando di tenere sotto controllo la respirazione, poi si passa a piccole cose polifoniche e poi al programma vero e proprio. Quest'anno saremo in Pagliacci, faremo un concerto con l'Orchestra della RAI, un concerto solo nostro il 2 aprile e uno il 7 dicembre con il Coro del Teatro Regio".

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