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novembre 2000
gli argomenti del mese
Nella rivoluzione di Internet musica classica in ritardo
di Isabella Maria

 

Tastiera Mouse e CD-Rom

Tastiera

Il pubblico, quello dei dischi e quello dei concerti, aspetta fiducioso. La rivoluzione che Internet e la tecnologia digitale nel suo complesso stanno portando nel mondo della musica è così radicale che è impossibile non esserne almeno incuriositi. Se gli acquisti nei negozi per il momento non calano, l'interesse per i nuovi formati, i nuovi apparecchi, i nuovi media è in rigoglioso e costante aumento. Già ora possiamo trasformare il nostro salotto in una sorprendente sala d'ascolto, dove la musica si sente come da una poltrona al centro dell'orchestra: non molto realistica, come sensazione, ma indubbiamente intensa. E possiamo consultare archivi, prendere lezioni online, seguire in diretta un'opera che va in scena dall'altra parte del mondo, fare copie perfette dei nostri cd per scambiarli con gli amici. Tutto questo prepara il campo, crea delle aspettative. Per rispondere alle quali, ci si sta attrezzando in grande stile. Soprattutto al prossimo scossone tecnologico, che arriverà, per la rete, con l'arrivo dell'UMTS, il sistema universale di trasmissione mobile che abolisce il problema della larghezza di banda e pone le basi per lo sviluppo di una nuova Internet, più ricca di suoni e di immagini in movimento.
Il problema è vedere quante delle realtà che oggi si sono ritagliate uno spazio sulla rete resisteranno all'urto con il futuro sul quale hanno investito. Non è tanto, o non solo, questione di costi: è soprattutto un problema di strategie di marketing e di riflessi pronti. Per approfondire la gestione abbiamo parlato con Giancarlo Dettori, fondatore del multisito Vitaminic, Steve Long, vicepresidente del settore produzione del portale inglese Gmn.com, e Walter Savelli, pianista e tastierista di Claudio Baglioni, creatore del sito himusic.it.

DETTORI: IL TREND
"Ci sono - dice Dettori - due considerazioni da fare. Da una parte la musica è un bene e un linguaggio universale, dall'altra però assume in ogni paese una connotazione diversa. Noi abbiamo aperto le sedi locali proprio per poter offrire a un musicista o a una casa discografica una platea globale, gestendo però la musica localmente. Ad esempio sul sito italiano abbiamo un canale di musica italiana gestito da uno staff editoriale italiano. Un canale di questo tipo in Inghilterra non avrebbe senso. Quindi la musica presente nel sito italiano all'interno di questa categoria si ritrova automaticamente anche sul sito inglese, gestito dalla redazione inglese, ma viene organizzata in un altro modo, per esempio il rock italiano si trova mescolato al rock in generale. La cosa interessante è che Internet è effettivamente una piattaforma globale che favorisce l'accesso dei consumatori di tutto il mondo, però per essere veramente presenti sul mercato bisogna avere un touch locale".
E i numeri vi danno ragione?
"Il trend è in crescita: oggi su Vitaminic ci sono 15.000 tra artisti e gruppi che distribuiscono la loro musica e si promuovono tramite il sito. La classica occupa un ruolo di primo piano: in ogni nazione c'è un canale intero di classica che è poi organizzato in sottogeneri (attualmente ne abbiamo otto, da medievale a contemporanea). Certo noi siamo diversi da una radio o da una televisione, siamo più una piattaforma distributiva, quindi ognuno si autogestisce il suo spazio, e in quello spazio può promuovere sia la sua musica che la sua attività: ad esempio può gestire un fan club o annunciare un concerto".
Vi state preparando all'UMTS?
"Sì, inevitabilmente. Abbiamo fatto un accordo triennale con Omnitel che include tutte le tecnologie che precederanno l'UMTS e l'UMTS stesso, e abbiamo appena lanciato i primi servizi, come il 2552 che è un portale di musica accessibile da un normale telefono".
Come si risolverà il problema del copyright?
"Siamo ancora in una fase iniziale, di sicuro c'è ancora molto lavoro da fare. Per quanto ci riguarda noi abbiamo sempre visto Internet semplicemente come un mezzo in più che si deve innestare sulle leggi già esistenti. Una delle prime cose che abbiamo fatto è stata firmare un accordo con la Siae per il pagamento dei diritti d'autore. Internet è diversa, ma può essere gestita all'interno delle regole".
A leggere i dati del consumo musicale, la musica classica è sempre un'infima percentuale di quella leggera e rock. Crede che Internet sia un mercato che si sta aprendo o una valanga che rischia di travolgerla?
"Nel sito abbiamo circa 250 generi musicali, se nella classica ne abbiamo otto nel rock ne avremo un'ottantina, ma il discorso da fare è più generale, e dovrebbe ricadere su tutti i generi. La classica ha un target che va dai trent'anni in su, un pubblico meno avvezzo alle tecnologie nuove di quello dei diciotto-ventenni che ascoltano hip-hop. Quindi forse arriverà un po' più tardi, ma credo che l'impatto ci sarà e sarà forte. Con un più efficiente canale distributivo, il mercato si dovrebbe allargare a beneficio di tutti, soprattutto di quei generi musicali che non sono il mainstream. Oggi non c'è problema a distribuire l'ultimo disco di Madonna, mentre le produzioni cosiddette di nicchia vengono penalizzate. Eppure, messe tutte insieme, fanno una fetta importante del mercato".
Long: il target
"Gmn.com - spiega Steve Long - è nato dall'esigenza di reagire alla decadenza del mercato della musica classica. Si registrano sempre meno dischi e si fa meno pubblicità. L'idea originaria del sito era di provare a promuovere un piccolo numero di artisti, mettere a disposizione dei fan biografie e date dei concerti. Quando la tecnologia ha permesso di trasmettere su Internet programmi audio e video, abbiamo lanciato i webcast e ci siamo resi conto che esistevano le condizioni per farne anche un buon affare".
Quante persone impiega Gmn.com?
"Circa trenta redattori e tecnici a tempo pieno, più un buon numero di consulenti. La maggioranza risiede a Londra, ma tre lavorano dalla California e altri tre da New York."
È più difficile lanciare un sito Internet come il vostro, o mantenerlo in vita?
"Da quando è stato lanciato, nel dicembre del 1998, il sito è stato completamente ridisegnato due volte, e sta per esserlo una terza. Con molti problemi. Non ci sono regole scritte per ciò che abbiamo cominciato a fare, abbiamo dovuto imparare per strada e dai nostri stessi errori. Alcuni intoppi derivano dal fatto che abbiamo sempre usato tecnologie di ultimissima generazione, altri da un certo vuoto legislativo ancora da colmare. Per esempio abbiamo dovuto negoziare accordi separati per il pagamento dei diritti d'autore con i sindacati dei musicisti e con gli artisti".
Quello del copyright è un problema che nessuno sembra sapere come risolvere. Cosa ne pensa?
"È necessario che cambi la prospettiva con cui si guarda attualmente al diritto d'autore. Gli artisti devono essere pagati per lo sfruttamento del loro materiale, ma bisognerà ripensare al modo in cui questo avviene. Se i compensi sono troppo alti, uccideranno il business, incoraggiando ulteriormente la pirateria. Il mercato deve ancora partire, deve assestarsi: è necessario inventare nuove modalità per condurre gli affari. Le tecnologie per la protezione delle opere stanno migliorando, ma è improbabile che Internet sarà mai totalmente sicura. Se un hacker è in grado di entrare nei computer del governo, riuscirà sicuramente a forzare un sito di musica. Ma non si deve dimenticare che chiunque può fare una copia perfetta di un cd e non essere mai scoperto: almeno su Internet si lasciano tracce, ci sono modi per risalire ai pirati".
Che cosa ci aspetta con l'arrivo dell'UMTS?
"Il cambiamento più grosso che già sta verificandosi sulla rete è il miglioramento della velocità e la diminuzione dei costi per l'accesso. A questo Gmn.com è preparato, perché il nostro archivio è formato da nastri digitali di buona qualità: quando la larghezza di banda non sarà più un problema saremo subito in grado di offrire programmi all'altezza".

SAVELLI: GLI SPAZI
"È stata una scelta difficile abbandonare per la prima volta Claudio [Baglioni, n.d.r.] in tournée per dedicarmi al mio nuovo sito - racconta Savelli -, ma i risultati sono importanti e credo che ne valesse la pena. È la strada giusta per cominciare come musicista ad affermare la propria autonomia rispetto alle case discografiche. La realtà è questa: vince al 60% l'artista rispetto alla major, non soltanto per Internet, ma ovunque. Stanno cambiando i tempi, la mentalità delle persone. Io ho una scuola frequentata da circa un centinaio di allievi tra i 15 e i 40 anni: è veramente una bella media, e ti rendi conto osservando i loro gusti e le loro scelte che Internet fra un paio d'anni potrebbe diventare l'unico mezzo per vendere e acquistare musica. Naturalmente tutto questo deve rispettare i diritti degli autori, non si può pensare che tutto sia gratis, ma qui è il futuro e anche le major se ne stanno accorgendo. Anche perché 40.000 lire per un disco sono veramente troppe, e non solo per i giovani: non si può pensare di spendere due o trecentomila lire al mese di dischi, il 10% dello stipendio di un impiegato. Senza considerare che non sempre le canzoni di un disco sono tutte buone, talvolta si salvano solo un paio di pezzi. L'mp3 fa rinascere il concetto del 45 giri, e penso che sia un'evoluzione giusta. Insomma sono ottimista, non riesco a vedere il danno. Devo anzi dire che non mi sentirei un musicista se in questo momento non avessi la possibilità di fare quello che faccio. Credo nel mezzo, e quindi nella sicura possibilità di trovare una forma che metta d'accordo tutti".
Il vostro sito offre anche lezioni di musica online. Funzionano?
"Io insegno musica moderna da trent'anni: l'attività didattica è sempre stata parallela alla mia attività di musicista. I miei allievi vengono da tutta Italia e Internet ha funzionato anche perché permette a quelli che abitano lontano di avere un contatto con l'insegnante senza dover passare magari quindici ore in treno per raggiungerlo. Ma quello che facciamo oggi, che già è molto (l'allievo spedisce un esercizio sotto forma di file MIDI e riceve per e-mail le correzioni), non è nulla rispetto a quello che potremo mettere in piedi tra breve, cioè una vera e propria diretta on line con un contatto video e audio in tempo reale. Quello che mi preme raggiungere è una comunicazione totale tra insegnante e allievo".
Esiste uno spazio per la classica in rete?
"Mi auguro che la rete possa contribuire a una riscoperta della musica classica - per questo l'ho voluta sul mio sito. Il problema è anche che molti musicisti classici non hanno capito la potenza di questo mezzo: si lamentano magari perché il giovane non è attratto dalla musica classica, perché i media penalizzano il loro repertorio, perché andare a un concerto classico costa di più che accendere la radio e ascoltare una canzone, ma allora ben venga la rete, che può far rivivere davvero la musica classica allo stesso livello della musica rock o della musica jazz. Mi auguro proprio che il mondo della musica classica voglia rendersi conto che proprio attraverso la rete si possono superare molti annosi e gravosi problemi. I musicisti classici devono avvicinarsi al computer, devono approdare a Internet, e rendersi conto che un file mp3, così facile da realizzare, può aiutare a promuovere e vendere sia una canzone di Jovanotti che una sinfonia di Mozart o di Beethoven".

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Questa è la seconda e ultima puntata dell'indagine relativa al rapporto
musica-rete, introdotta
da Isabella Maria a pagina 12-13 del numero di ottobre di "Sistema Musica".