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Come
tutti i gruppi nati in seno a un'orchestra, anche il Quintetto di
ottoni dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI nasce
dall'esigenza di fare musica da camera e di sperimentare nuovi ascolti.
Ma, trattandosi appunto di ottoni, esiste almeno un altro aspetto
importante da sottolineare, come spiega Joe Burnam, primo
trombone dell'orchestra e membro del gruppo: "In orchestra gli ottoni,
facendo le dovute eccezioni (ad esempio Mahler, Strauss, Bruckner)
suonano non più del venti-trenta per cento di musica. Sono molto
esposti, naturalmente, anche un pubblico non esperto si accorge
di quando suonano oppure no, ma non si può dire che siano sempre
parte integrante del tessuto musicale. Suonare in quintetto significa
invece suonare sempre, con continuità, senza il filtro dell'orchestra,
così che l'ascoltatore può sentire veramente i diversi strumenti,
distinguerne le capacità espressive e le differenze, apprezzarne
le sfumature.
Si tratta anche di un impegno dal punto di vista fisico: la difficoltà
è mantenere uno sforzo a lungo; l'emissione costante del suono comporta
una fatica notevole, dovendo respirare adeguatamente e controllare
la quantità di fiato da utilizzare. Un esempio rapido: un concerto
per trombone dura in media venti minuti, ed è già tanto, mentre
un concerto per violino o per violoncello ne dura tranquillamente
il doppio.
Che dire del repertorio?
Il quintetto ha la possibilità di spaziare e variare moltissimo
grazie a musiche originali e alle trascrizioni. Siamo in grado di
offrire programmi di musica antica e moderna, con incursioni nel
jazz, a seconda della richiesta, anche se prediligiamo i programmi
misti. Gran parte della musica originale per ottoni è stata composta
negli ultimi cinquant'anni di questo secolo, da autori come Arnold,
Previn e Bozza. Nel tardo ottocento un compositore russo di
riferimento è Vicktor Ewald. Per quello che riguarda la musica antica,
molte sono trascrizioni (la tuba e il corno non esistevano ancora
nella loro forma attuale). Nel caso di un compositore come Holborne,
che ha scritto molta musica senza indicare la strumentazione precisa,
il compito è facilitato. Eppure esiste un aspetto affascinante anche
nelle trascrizioni. Per esempio la trascrizione dell'Ouverture
di Lully per piccola orchestra. Io stesso amo dedicarmi alla
trascrizione, quando non sono troppo impegnato in orchestra o fuori".
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| NAVIGARE
IN MUSICA |
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Jean
Baptiste Lully |
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| CALENDARIO
SETTIMANALE |
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1
/5 novembre |
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6
/12 novembre |
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13
/19 novembre |
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20
/26 novembre |
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27
/30 novembre |
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