Torna all'indice di Sistema Musica
novembre 2000
teatro regio torino
Se non vi basta la solita musica


La musica è un fenomeno estetico ma pure sociale, è un momento di riflessione ma anche di intrattenimento, ha senso compiuto se la gente ne fruisce, se qualcuno paga il biglietto altrimenti l'artista non campa. Con buona pace di quelli che fanno in fretta a tacciare gli altri di seguire logiche commerciali, che ripetono ammuffite accuse di mercificazione, che dimenticano che sono pochi coloro che possono permettersi di fare il vino per berselo, e i più lo producono per venderlo sul mercato dove si trova il Tavernello ma anche il Barolo.
La musica, come ogni forma di arte, è anche comunicazione. Sembra però che da qualche decennio in qua i compositori si siano concentrati prevalentemente su alcuni dei fattori del Modello Integrato della Comunicazione di Jakobson, privilegiando il mittente e il messaggio, e spesso considerando superfluo il fatto che il destinatario fosse in grado o meno di comprendere il codice con cui il messaggio era stato elaborato. Più recentemente, per contrastare questo autismo galoppante, alcuni di loro hanno semplificato un po' troppo le cose, ottenendo risultati piuttosto banali.
All'interno del progetto Piccolo Regio Laboratorio 2000-2001 convivono musicisti dagli analoghi principi estetici - ad esempio Carlo Boccadoro, Nicola Campogrande e Filippo Del Corno, che eludono le barriere tra i generi musicali e trattano in termini paritari musica colta e popolare - con altri affermati su terreni radicalmente diversi - si pensi a Salvatore Sciarrino, esponente di spicco dell'avanguardia, e a Michael Nyman, maestro del minimalismo; compositori che preferiscono gli strumenti acustici tradizionali come Andrea Basevi e gli irlandesi Gerald Barry, Eibhlis Farrell e Mícheál Ó Súilleabháin, con altri che si avvalgono delle più sofisticate apparecchiature informatiche come Maurizio Pisati, Andrea Liberovici e Giulio Castagnoli.
Convivono coreografi interessati al puro gesto, come Karole Armitage e Fabrizio Monteverde, con altri che si rapportano al teatro di parola - è il caso di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, Simone Sandroni e Lenka Flory - oppure rivolti alla ricerca di nuove frontiere espressive, come Emanuela Tagliavia e il collettivo Kinkaleri.
Convivono pure scenografi che dipingono artigianalmente su tela i fondali insieme a videomakers che preferiscono creare scenari virtuali con il computer.
Al Piccolo si avvicendano insomma anime affini e disomogenee, artisti dai percorsi paralleli o diametralmente opposti. Accomunati però dall'interesse per la scena, e soprattutto dalla necessità e dalla volontà di comunicare e di richiudere il circuito interrotto tra mittente e destinatario.
Con questo progetto, avviato la scorsa stagione, il Teatro Regio intende sollecitare la creatività dei giovani artisti da una parte e i processi ricettivi di un giovane pubblico dall'altra, mettendo a disposizione risorse, strutture e spazi necessari a contrastare l'atrofia che affligge la produzione nel teatro musicale contemporaneo. E cerca di evitare il narcisistico autocompiacimento che caratterizza certi festival-ghetto riservati a una platea millesimata.
A chi vorrà seguire questo nostro percorso perché non si accontenta della solita musica chiediamo soltanto una cosa: la curiosità nei confronti del presente e del futuro. (f.f.)
NAVIGARE IN MUSICA
segui il link Il Piccolo Regio di Torino
CALENDARIO SETTIMANALE
segui il link 1 /5 novembre
segui il link 6 /12 novembre
segui il link 13 /19 novembre
segui il link 20 /26 novembre
segui il link 27 /30 novembre

 

I Mercoledì del Piccolo
Nell'ambito delle conferenze pomeridiane al Piccolo Regio (il mercoledì alle ore 17.30 con ingresso libero), l'8, il 22 e il 29 del mese prosegue il ciclo dedicato a Giuseppe Verdi a Torino, un percorso storico, critico e aneddotico, condito di ascolti e immagini, curato da Giorgio Gualerzi insieme ad alcuni ospiti, tra cui Giorgio Rampone e Alessandro Mormile. Da segnalare anche la presentazione nella Sala del Caminetto di un'attesa novità editoriale della scuola musicologica torinese: martedì 21 alle 17.30 sarà infatti illustrato il volume di Giorgio Pestelli Canti del destino. Studi su Brahms (Einaudi).