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novembre 2000
teatro regio torino
Da Sanguineti a Milly...
di Walter Vergnano


Scena da uno uno spettacolo con Milly

Edoardo Sanguineti

NOVEMBRE AL PICCOLO REGIO LABORATORIO
Edoardo Sanguineti, padre delle avanguardie letterarie, compie settant'anni. Insieme a compositori e registi è stato artefice di alcune delle più significative imprese della musica e del teatro contemporanei come Passaggio, Laborintus II e Recital I di Berio o l'Orlando furioso messo in scena da Ronconi e visto anche in tv. Nel pomeriggio di giovedì 16 nel Foyer del caminetto parlano con Sanguineti di poesia contemporanea Gianluigi Beccaria, Giorgio Ficara, Enrico Ghezzi, Marziano Guglielminetti, Giorgio Pestelli e Sabrina Stroppa; la festa continua la sera al Piccolo con lo spettacolo Da Shakespeare al rap, una sceneggiatura-partitura fatta di musica parola gesto luce scritta dal poeta genovese a quattro mani con Andrea Liberovici. È un excursus dei tre spettacoli (Rap, Sonetto, Macbeth Remix) nati dalla collaborazione dei due artisti che segnano le prime tappe di una sperimentazione teatrale e musicale che prova a utilizzare il "senso" come "esca" e il "suono" come "significante". Insieme agli autori sarà sul palco l'attrice Ottavia Fusco.

La medesima attenzione all'integrazione di linguaggi diversi sta alla base dell'atto unico di danza, musica e immagini À la carte, in programma giovedì 23. La libera improvvisazione di Guido Mazzon alla tromba, Massimo Mariani alla chitarra e Walter Prati al contrabbasso è una sintesi tra matrici contemporanee, elettroniche e jazz. Le tracce sonore interagiscono con le immagini di ricerca di Roberto Masotti e i gesti coreografici di Emanuela Tagliavia in una inedita dimensione tra astratto e concreto.
L'ultimo appuntamento del mese, martedì 28, è dedicato a Carla Carolina Mignone, in arte Milly, vedette del cabaret italiano nata ad Alessandria nel 1905 e morta a Milano nel 1980. Dal Parco Michelotti di Torino a Hollywood, dal Piccolo Teatro, dove Strehler le diede il personaggio di Jenny delle Spelonche dell'Opera da tre soldi, ai successi televisivi di Studio Uno con Mina e le Kessler, la sua carriera è stata un grande inno alla canzone impegnata, venata di cultura, intellettualismo e passione politica. Gennaro Cannavacciuolo, accompagnato da Patrizia Troiani al pianoforte e da Stefano Scatozza alla chitarra e melodica in uno spettacolo firmato da Ivan Stefanutti, ne rievoca la romanzesca esistenza attraverso episodi narrati e canzoni del suo smisurato repertorio, da Kurt Weill a Fabrizio De Andrè.

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