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ottobre 2000
teatro regio torino
La stagione di concerti 2000-2001

L'orchestra del Teatro Regio di Torino

L'orchestra del Teatro Regio di Torino

Sylvie Valayre

Bruno Casoni

Nel corso delle ultime stagioni, grazie anche ai regolari impegni sinfonici, corali e cameristici, i complessi artistici del Teatro Regio hanno fatto notevoli progressi, come dimostrano la crescente partecipazione del pubblico, gli elogi della critica, nonché gli importanti riconoscimenti ottenuti: le collaborazioni del Coro con i Berliner Philharmoniker, l'Orchestre Nationale de Lyon e la Sinfonica Nazionale della Rai, l'invito esteso all'Orchestra che nella primavera 2001 sarà in tournée a Parigi, Lione, Strasburgo, Tolosa e Tolone, per non dire della trasferta di questo mese che vedrà tutte le maestranze del teatro allestire Sly di Wolf Ferrari ed eseguire Zaza di Leoncavallo all'Opéra di Nizza. Riteniamo che gli impegni fuori sede costituiscano un confronto proficuo e stimolante con altre realtà che producono e distribuiscono spettacolo in Italia e in Europa e crediamo che questa attività contribuisca ad aumentare la visibilità e la considerazione del Teatro Regio, veicolando l'immagine della nostra Città quale una delle capitali europee della cultura.

Il coro del Teatro Regio

La prossima stagione di concerti, che in termini quantitativi risente forse un po' del sensibile incremento dell'attività in decentramento, offre comunque otto appuntamenti distribuiti nell'arco di otto mesi: cinque con l'Orchestra, uno con il Coro, uno con il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio "G. Verdi", e infine uno con il complesso ospite Academia Montis Regalis. I programmi proposti intendono conciliare due esigenze in parte coincidenti: l'intenzione di offrire al pubblico una scelta quanto mai varia, dalle composizioni più conosciute - Quadri da un'esposizione o la Terza sinfonia di Brahms - alle pagine di raro ascolto - il Concerto per clarinetto con arpa e pianoforte di Copland o i brani corali di Lutosl/awski - e dagli autori barocchi - Bach e Telemann - a quelli contemporanei - Britten e Poulenc - con la necessità di offrire ai nostri complessi l'occasione di ampliare il repertorio e di collaborare con direttori ospiti di fama internazionale che lavorino sul fraseggio, sul timbro e sulla coesione per affinare ulteriormente lo stile.

Il coro di voci bianche del Teatro Regio

Il primo appuntamento, sabato 18 novembre, vedrà debuttare al Regio il direttore d'orchestra francese Frédéric Chaslin, già assistente di Barenboim all'Opéra di Parigi e al Festival di Bayreuth e di Boulez all'Ensemble Intercontemporain, oggi regolarmente ospite della Filarmonica di Radio France, della Deutsche Oper di Berlino, del Festival di Bregenz, dei Wiener Symphoniker, di tutte le orchestre londinesi, del Théâtre du Capitole di Tolosa. In programma l'ouverture del Coriolano di Beethoven, i preziosi Fünf Lieder nach Rückert, cinque canti su testi del poeta e orientalista tedesco Friedrich Rückert composti da Mahler tra il 1901 e il 1904, affidati alla voce solista di Sylvie Valayre (applaudita dal nostro pubblico la scorsa stagione nella parte di Madama Butterfly), e infine il Concerto per orchestra di Bartók, del 1943, un banco di prova molto impegnativo per il trattamento di certi strumenti o gruppi in maniera solistica e concertante, che richiede a tutte le sezioni momenti di autentico virtuosismo.
Giovedì 7 dicembre il Coro, diretto dal maestro Bruno Casoni, che è il principale artefice dei successi conseguiti dal complesso, accompagnato all'organo da Andrea Benelli, eseguirà alcune splendide pagine del repertorio sacro novecentesco: di Francis Poulenc l'Ave verum corpus e la Litanies à la Vierge Noire, di Zoltan Kodály la Missa brevis (scritta nel 1944 ed eseguita la prima volta negli scantinati dell'Opera di Budapest, dove il compositore e la moglie si erano rifugiati quando la città fu invasa dalle truppe hitleriane), di Benjamin Britten A Wedding Anthem, Festival Te Deum e Voices for Today, un'antifona per soli, coro e organo che prevede anche la partecipazione delle voci bianche.

Sabato 3 febbraio salirà sul podio il direttore d'orchestra slovacco naturalizzato americano Zdenek Macal, impostosi in campo internazionale dopo aver vinto il concorso "Dmitri Mitropoulos" di New York nel 1966 e da allora ospite di oltre 160 orchestre, tra cui i Berliner Philharmoniker, la London Symphony Orchestra, la Royal Philharmonic e l'Orchestre de Paris, i principali complessi nordamericani e dei festival di Edimburgo, Lucerna, Praga, Tanglewood. Dopo la celebre ouverture dell'Oberon di Weber, Macal dirigerà la Sinfonia n. 6 (Piccola) di Schubert, che dimostra una particolare attenzione allo stile rossiniano, soprattutto nel vitalissimo Allegro finale; la seconda parte del concerto prevede l'esecuzione della Terza di Brahms, la più epica e nordica delle quattro sinfonie del compositore amburghese.

Lunedì 19 marzo, subito dopo aver terminato le rappresentazioni della Johannes-Passion di Bach prevista nel cartellone operistico, l'Academia Montis Regalis, complesso votato alla prassi esecutiva barocca che si sta imponendo come uno dei più attendibili nel panorama italiano, proporrà due concerti grossi di Haendel, l'Ouverture e conclusione in mi minore e la prima produzione della Tafelmusik di Telemann e infine le ouverture BWV 1067 e BWV 1068 di Bach. Dopo il recente esordio con L'italiana in Algeri, torna al Regio Alessandro De Marchi, uno dei massimi specialisti italiani in ambito barocco, formatosi alla Schola Cantorum Basilensis e per anni stretto collaboratore di René Jacobs.

Lunedì 2 aprile il pubblico potrà ascoltare in una variopinta antologia che comprende brani di Britten, Fauré e Lutoslawskij una formazione che fino a pochi anni fa non esisteva ma che oggi svolge un ruolo importante nella vita musicale torinese e costituisce una significativa esperienza di aggregazione e di formazione per i giovani musicisti che ne fanno parte: il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio "G. Verdi", istruito e diretto da Claudio Marino Moretti, che nella sua pur breve esistenza può vantare impegni di rilievo, tra cui la partecipazione a diverse produzioni della stagione d'opera, l'esecuzione del War Requiem di Britten all'Auditorium del Lingotto con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Rostropovic?, l'esibizione insieme all'Orchestra Suzuki, su invito della rappresentanza italiana all'ONU, alla Victoria Hall di Ginevra in occasione del Children's Day at the World Summit, infine l'incisione di un cd.

Sabato 28 aprile torna la nostra Orchestra guidata dall'olandese Hubert Soudant, che proporrà in apertura Metamorphosen di Richard Strauss, uno studio per 23 archi solisti del 1945, in cui il compositore allora ottantenne distilla momenti di rara intimità espressiva in quello che può considerarsi uno dei suoi brani formalmente più ricercati. Seguirà il Concerto per clarinetto con arpa e pianoforte del compositore americano Aaron Copland, del quale ricorre quest'anno il centenario della nascita, affidato ad Alessandro Dorella, nostro primo clarinetto, e chiuderà la serata l'esecuzione integrale di Pulcinella, il balletto di Stravinskij rappresentato a Parigi nel 1920 e presto assurto a manifesto del Neoclassicismo in musica per il geniale reimpiego di temi pergolesiani e del settecento napoletano.
Lunedì 14 maggio il carismatico Yuri Ahronovitch aprirà una parentesi sinfonica durante le prove del dittico da lui diretto Der Zwerg/Pagliacci, per proporre due brani celebri come la fantasia sinfonica La tempesta (da Shakespeare) di C?ajkovskij e Quadri da un'esposizione di Musorgskij-Ravel.

Domenica 17 giugno per la gioia dei numerosi wagneriani torinesi, chiuderà il ciclo uno degli appuntamenti più attesi della stagione: l'esecuzione in forma di concerto dell'Oro del Reno, il prologo del Ring, affidata alle voci di Falk Struckmann, Iris Vermillon, Roland Wagenführer e Hartmut Welker e diretta da uno degli interpreti più acclamati del panorama musicale internazionale, il russo Semyon Bychkov, per la prima volta sul podio della nostra Orchestra.

L'orchestra del Teatro Regio di Torino

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