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Nel
corso delle ultime stagioni, grazie anche ai regolari impegni sinfonici,
corali e cameristici, i complessi artistici del Teatro Regio hanno
fatto notevoli progressi, come dimostrano la crescente partecipazione
del pubblico, gli elogi della critica, nonché gli importanti
riconoscimenti ottenuti: le collaborazioni del Coro con i Berliner
Philharmoniker, l'Orchestre Nationale de Lyon e la Sinfonica Nazionale
della Rai, l'invito esteso all'Orchestra che nella primavera 2001
sarà in tournée a Parigi, Lione, Strasburgo, Tolosa
e Tolone, per non dire della trasferta di questo mese che vedrà
tutte le maestranze del teatro allestire Sly di Wolf
Ferrari ed eseguire Zaza di Leoncavallo all'Opéra
di Nizza. Riteniamo che gli impegni fuori sede costituiscano un
confronto proficuo e stimolante con altre realtà che producono
e distribuiscono spettacolo in Italia e in Europa e crediamo che
questa attività contribuisca ad aumentare la visibilità
e la considerazione del Teatro Regio, veicolando l'immagine della
nostra Città quale una delle capitali europee della cultura.

La
prossima stagione di concerti, che in termini quantitativi risente
forse un po' del sensibile incremento dell'attività in decentramento,
offre comunque otto appuntamenti distribuiti nell'arco di otto mesi:
cinque con l'Orchestra, uno con il Coro, uno con il Coro di voci
bianche del Teatro Regio e del Conservatorio "G. Verdi",
e infine uno con il complesso ospite Academia Montis Regalis. I
programmi proposti intendono conciliare due esigenze in parte coincidenti:
l'intenzione di offrire al pubblico una scelta quanto mai varia,
dalle composizioni più conosciute - Quadri da un'esposizione
o la Terza sinfonia di Brahms - alle pagine
di raro ascolto - il Concerto per clarinetto con arpa e pianoforte
di Copland o i brani corali di Lutosl/awski - e dagli autori barocchi
- Bach e Telemann - a quelli contemporanei - Britten e Poulenc -
con la necessità di offrire ai nostri complessi l'occasione
di ampliare il repertorio e di collaborare con direttori ospiti
di fama internazionale che lavorino sul fraseggio, sul timbro e
sulla coesione per affinare ulteriormente lo stile.

Il
primo appuntamento, sabato 18 novembre, vedrà debuttare al
Regio il direttore d'orchestra francese Frédéric Chaslin,
già assistente di Barenboim all'Opéra di Parigi e
al Festival di Bayreuth e di Boulez all'Ensemble Intercontemporain,
oggi regolarmente ospite della Filarmonica di Radio France, della
Deutsche Oper di Berlino, del Festival di Bregenz, dei Wiener Symphoniker,
di tutte le orchestre londinesi, del Théâtre du Capitole
di Tolosa. In programma l'ouverture del Coriolano
di Beethoven, i preziosi Fünf Lieder nach Rückert,
cinque canti su testi del poeta e orientalista tedesco Friedrich
Rückert composti da Mahler tra il 1901 e il 1904, affidati
alla voce solista di Sylvie Valayre (applaudita dal nostro pubblico
la scorsa stagione nella parte di Madama Butterfly), e infine il
Concerto per orchestra di Bartók, del 1943,
un banco di prova molto impegnativo per il trattamento di certi
strumenti o gruppi in maniera solistica e concertante, che richiede
a tutte le sezioni momenti di autentico virtuosismo.
Giovedì 7 dicembre il Coro, diretto dal maestro Bruno Casoni,
che è il principale artefice dei successi conseguiti dal
complesso, accompagnato all'organo da Andrea Benelli, eseguirà
alcune splendide pagine del repertorio sacro novecentesco: di Francis
Poulenc l'Ave verum corpus e la Litanies à
la Vierge Noire, di Zoltan Kodály la Missa brevis
(scritta nel 1944 ed eseguita la prima volta negli scantinati dell'Opera
di Budapest, dove il compositore e la moglie si erano rifugiati
quando la città fu invasa dalle truppe hitleriane), di Benjamin
Britten A Wedding Anthem, Festival Te Deum
e Voices for Today, un'antifona per soli, coro e organo
che prevede anche la partecipazione delle voci bianche.
Sabato
3 febbraio salirà sul podio il direttore d'orchestra slovacco
naturalizzato americano Zdenek Macal, impostosi in campo internazionale
dopo aver vinto il concorso "Dmitri Mitropoulos" di New
York nel 1966 e da allora ospite di oltre 160 orchestre, tra cui
i Berliner Philharmoniker, la London Symphony Orchestra, la Royal
Philharmonic e l'Orchestre de Paris, i principali complessi nordamericani
e dei festival di Edimburgo, Lucerna, Praga, Tanglewood. Dopo la
celebre ouverture dell'Oberon di Weber,
Macal dirigerà la Sinfonia n. 6 (Piccola)
di Schubert, che dimostra una particolare attenzione allo stile
rossiniano, soprattutto nel vitalissimo Allegro finale;
la seconda parte del concerto prevede l'esecuzione della Terza
di Brahms, la più epica e nordica delle quattro sinfonie
del compositore amburghese.
Lunedì
19 marzo, subito dopo aver terminato le rappresentazioni della Johannes-Passion
di Bach prevista nel cartellone operistico, l'Academia Montis Regalis,
complesso votato alla prassi esecutiva barocca che si sta imponendo
come uno dei più attendibili nel panorama italiano, proporrà
due concerti grossi di Haendel, l'Ouverture
e conclusione in mi minore e la prima produzione della Tafelmusik
di Telemann e infine le ouverture BWV 1067 e BWV 1068
di Bach. Dopo il recente esordio con L'italiana in Algeri,
torna al Regio Alessandro De Marchi, uno dei massimi specialisti
italiani in ambito barocco, formatosi alla Schola Cantorum Basilensis
e per anni stretto collaboratore di René Jacobs.
Lunedì
2 aprile il pubblico potrà ascoltare in una variopinta antologia
che comprende brani di Britten, Fauré e Lutoslawskij una
formazione che fino a pochi anni fa non esisteva ma che oggi svolge
un ruolo importante nella vita musicale torinese e costituisce una
significativa esperienza di aggregazione e di formazione per i giovani
musicisti che ne fanno parte: il Coro di voci bianche del Teatro
Regio e del Conservatorio "G. Verdi", istruito e diretto
da Claudio Marino Moretti, che nella sua pur breve esistenza può
vantare impegni di rilievo, tra cui la partecipazione a diverse
produzioni della stagione d'opera, l'esecuzione del War Requiem
di Britten all'Auditorium del Lingotto con l'Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai diretta da Rostropovic?, l'esibizione insieme
all'Orchestra Suzuki, su invito della rappresentanza italiana all'ONU,
alla Victoria Hall di Ginevra in occasione del Children's Day at
the World Summit, infine l'incisione di un cd.
Sabato
28 aprile torna la nostra Orchestra guidata dall'olandese Hubert
Soudant, che proporrà in apertura Metamorphosen
di Richard Strauss, uno studio per 23 archi solisti del 1945, in
cui il compositore allora ottantenne distilla momenti di rara intimità
espressiva in quello che può considerarsi uno dei suoi brani
formalmente più ricercati. Seguirà il Concerto
per clarinetto con arpa e pianoforte del compositore americano
Aaron Copland, del quale ricorre quest'anno il centenario della
nascita, affidato ad Alessandro Dorella, nostro primo clarinetto,
e chiuderà la serata l'esecuzione integrale di Pulcinella,
il balletto di Stravinskij rappresentato a Parigi nel 1920 e presto
assurto a manifesto del Neoclassicismo in musica per il geniale
reimpiego di temi pergolesiani e del settecento napoletano.
Lunedì 14 maggio il carismatico Yuri Ahronovitch aprirà
una parentesi sinfonica durante le prove del dittico da lui diretto
Der Zwerg/Pagliacci, per proporre due brani celebri
come la fantasia sinfonica La tempesta (da Shakespeare)
di C?ajkovskij e Quadri da un'esposizione di Musorgskij-Ravel.
Domenica
17 giugno per la gioia dei numerosi wagneriani torinesi, chiuderà
il ciclo uno degli appuntamenti più attesi della stagione:
l'esecuzione in forma di concerto dell'Oro del Reno,
il prologo del Ring, affidata alle voci di Falk Struckmann,
Iris Vermillon, Roland Wagenführer e Hartmut Welker e diretta
da uno degli interpreti più acclamati del panorama musicale
internazionale, il russo Semyon Bychkov, per la prima volta sul
podio della nostra Orchestra.

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