Trio Wanderer. Il debutto a Torino di tre fuoriclasse

Dicono che in un trio con pianoforte sia tutta questione di equilibrio. Calcolare lo slancio degli interventi, la perfezione di ogni sincronia, la delicatezza nei dialoghi fra gli strumenti per conferire una circolarità unica che riesca a trasmettere immediatezza folgorante.
Ma l’abilità interpretativa del Trio Wanderer, per la prima volta in concerto a Torino mercoledì 16 gennaio (Conservatorio “Giuseppe Verdi”, ore 21) per la stagione dell’Unione Musicale, sta soprattutto nell’energia profusa in oltre trent’anni di attività in sala da concerto e d’incisione, che lo hanno consacrato fra le migliori formazioni cameristiche al mondo. Del resto, l’esemplarità del cammino condiviso dal trio francese – Jean-Marc Phillips-Varjabédian al violino, Raphaël Pidoux al violoncello e Vincent Coq al pianoforte – è inscritta nel suo stesso nome: la metafora del viandante errabondo non solo lo lega saldamente a Schubert e al Romanticismo tedesco, ma si sostanzia in una continua esplorazione dell’universo musicale da Haydn ai giorni nostri.
Diplomati al Conservatoire de Paris, i tre musicisti hanno approfondito i loro studi con maestri quali Jean-Claude Pennetier, Jean Hubeau e Menahem Pressler, vincendo nel 1988 il Concorso Ard a Monaco di Baviera e nel 1990 la Fischoff Chamber Music Competition negli Stati Uniti. Da allora il Trio Wanderer si è esibito regolarmente nei teatri e nei festival più prestigiosi come il Théâtre des Champs-Élysées, la Wigmore Hall di Londra, la Library of Congress di Washington e i Festival di Salisburgo e di La Roque d’Antéron. La sua vastissima discografia, che include opere di Chausson, Ravel, Haydn, Šostakovič, Saint-Saëns, Mendelssohn, Smetana, Beethoven (Triplo concerto), Schubert e Brahms (integrale dei Trii), ha ottenuto così tanti premi dalla critica internazionale che l’ensemble è diventato oggetto di un documentario televisivo sul canale ARTE nel 2003 e di una pubblicazione nel 2017 (Trio Wanderer: 30 ans, le bel âge di Olivier Bellamy). All’origine di una carriera coronata nel 2015 dal titolo di Chevalier de l’Ordre des Artres et des Lettres una complicità spontanea ai limiti della telepatia.
Per il loro debutto all’Unione Musicale eseguiranno l’amabile Trio in si bemolle maggiore op. 99 di Schubert e pagine di tensione romantica più spiccata come il Trio in mi minore op. 92 di Saint-Saëns e i novecenteschi Tre notturni di Bloch.

Valentina Crosetto